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Mattarella: serve il dialogo

Mattarella: serve il dialogo

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella crede che ” il dialogo e non il conflitto rappresenta lo strumento per affermare valori, principi, interessi di ciascuna comunità nel contesto della più vasta comunità dei popoli”.

Così il Capo dello Stato si è rivolto al corpo diplomatico che ha partecipato alla cerimonia di auguri di Natale e Anno Nuovo.

“Un futuro di pace e di prosperità- ha aggiunto Mattarella-  è la lezione della memoria, può nascere soltanto dalla convinta consapevolezza che il dialogo e non il conflitto rappresenta lo strumento per affermare valori, principi, interessi di ciascuna comunità nel contesto della più vasta comunità dei popoli” il quale ha proseguito sostenendo che “stiamo per lasciarci alle spalle dodici mesi particolarmente intensi  segnati da avvenimenti che lasceranno una traccia nella storia. Il 2018 è stato l’anno del ricordo e della memoria. Un anno marcato,  dal centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, e anche, per quanto riguarda specificatamente dal 70° anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione, fondamento della nostra democrazia, simbolo della rinascita del Paese e della sua volontà di riscatto nel contesto internazionale, dopo gli anni bui della dittatura e della guerra”.

Mattarella ha poi detto: “La memoria ci soccorre e ci esorta a evitare gli errori del passato. Un passato di responsabilità, individuali e collettive, in cui spiccano vergogne come la tragica adozione in Italia delle leggi razziali, di cui quest’anno è caduto l’ottantesimo anniversario”.

Il Presidente della Repubblica ha così proseguito:”L’Italia avverte la responsabilità, in quanto membro del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni unite, a partire dal prossimo mese, di contribuire all’affermazione della effettiva universalità dei diritti di libertà e uguaglianza. La promozione dei diritti, una promozione attiva, attenta, costante, alla quale ci richiamo sia il dettato costituzionale sia Dichiarazione universale, rappresenta uno strumento necessario non soltanto per la prevenzione di nuovi conflitti, ma anche nella costruzione di società pacifiche, stabili e inclusive, unica base solida per una prosperità condivisa”.

Riferendosi alla situazione europea, il Capo dello Stato ha sostenuto: “L’architettura istituzionale e funzionale dell’Unione necessita certamente di completamenti, miglioramenti e adattamenti: di questo processo l’Italia intende continuare a essere protagonista. L’importante è che a prevalere non siano cartelli di blocco uniti soltanto da atteggiamenti ostruzionistici, della cui azione l’unico risultato diverrebbe la paralisi. L’ Unione Europea è, prima di tutto, una comunità di valori, basata sul rispetto della dignità umana, sulla democrazia, sull’eguaglianza e sulla prevalenza del diritto. Valori che hanno contraddistinto tutti i passaggi della storia, del progetto di integrazione continentale, specialmente quelli più delicati”.

Mattarella ha aggiunto che “l’impegno e l’energia che i paesi dell’Unione hanno profuso in questi decenni hanno accresciuto la qualità della vita di tutti i cittadini europei”.

Riferendosi alla morte di Antonio Megalizzi, ucciso a Strasburgo a seguito di un attentato terroristico, Mattarella ha quindi detto:  “Non si può efficacemente combattere la subdola pervasività del crimine transnazionale o del terrorismo senza una fitta rete di contrasto che veda uniti i paesi di tutti i continenti. Questo grave pericolo continua a manifestarsi, da ultimo con l’uccisione a Strasburgo di cinque persone e, tra esse, anche del nostro giovane connazionale Antonio Megalizzi”.