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Telecom e Poste: storia di ordinaria stupidità e mancanza di rispetto dei clienti. Italiani, ribelliamoci

Telecom e Poste: storia di ordinaria stupidità e mancanza di rispetto dei clienti. Italiani, ribelliamoci

Da un cliente di Telecom e Poste, riceviamo e volentieri pubblichiamo:

“Una linea Adsl che non funziona da mesi e mesi. Dieci, quindici volte al giorno salta il collegamento Internet. Le telefonate al 187 si sprecano. Tutto risulta ogni volta a posto, ma la realtà è tutt’altra.

Molte volte basta un temporale e ci si scorda dei collegamenti per ore e ore. Ogni volta, anche se la pratica è aperta da mesi e mesi, è sempre la stessa storia: 48 ore per sistemare le cose. E così, si va avanti. Tanto alla Telecom cosa interessa?

Poi, si arriva all’evento comico drammatico che trae origine dall’ennesima interruzione del servizio Internet successivo ad un temporale. Solita procedura con il 187 di cui neppure funziona bene il sistema telefonico, nel senso che non ti puoi più rivolgere direttamente alla struttura che si occupa di guasti, ma vieni indirizzato al settore amministrativo.

Poco male, si parte con la solita apertura della pratica. 48 ore nel corso delle quali è inutile che provi a collegarti ad Internet o che richiami al 187. Lo fai, comunque, e passi il tempo facendoti confermare che almeno la parte dei pagamenti è a posto. Gentilmente, te lo confermano. Una giornata non sprecata invano!

Quando mancano pochi minuti allo scadere delle 48 ore, arriva finalmente l’sms con cui ti avvertono che il guasto è riparato. Corri al pc e scopri, invece, che il collegamento non c’é. Anche stavolta, non riesci a chiamare neppure un browser.

Di nuovo ti devi rivolgere al 187 e scopri che la linea è staccata per motivi amministrativi e partecipi ad un colloquio dai tratti allucinanti.

-Come?, ragioni amministrative. I suoi colleghi ieri mi hanno confermato che si trattava di un guasto e che la parte economica era tutta a posto.

-Quardi, se vedo i pagamenti, è tutto a posto, ma se controllo per la linea risulta un mancato pagamento… fino ad ieri.

-Scusi, ma io ho pagato il bollettino on line  proprio il giorno di scadenza della bolletta, lo scorso 10 agosto, ed in più i suoi colleghi  mi hanno confermato che era tutto a posto.

-L’unico modo per farci arrivare la conferma dell’immediato pagamento è il sistema Sisal, se si usa il conto on line o il bollettino a noi non arriva la conferma della Posta prima di dieci giorni e così la linea viene interrotta…

-Anche se nel frattempo ho pagato…Poi, mi scusi, due giorni fa si trattava di un guasto, al punto che è appena arrivato l’sms per l’avvenuta soluzione. Ieri era tutto a posto amministrativamente…

-In effetti, ieri è arrivata comunicazione da parte della Posta e il conto è tornato a posto e c’é la disposizione del riallaccio che avverrà entro le 48 ore.

-Mi sembrate tutti matti… Riattacco perché è del tutto inutile continuare con questa esilarante chiacchierata che si commenta da sola”.

Già, si commenta da sola e fa sorgere immediatamente dei quesiti:

– come mai risultano sempre situazioni diverse a seconda dell’operatore che trovi?

– come mai i tuoi conti sono a posto e, invece, risulti contemporaneamente moroso?

– la Telecom sostiene di aver portato ad un mese la fatturazione per farti capire meglio la bolletta, oppure per trattarti subito da moroso e staccarti la linea?

– Poste e Telecom sono stati informati che grazie alla telematica i trasferimenti di denaro sono registrati immediatamente. Come mai ci vogliono 10 giorni perché dei soldi versati tramite Internet, che però dal nostro conto vengono detratti immediatamente, risultino accreditati? Chi ci marcia sopra, magari per lucrare pochi spiccioli di interessi, ma che alla fine dell’anno possono essere milioni di euro? Le Poste, Telecom, o tutti e due?

– perchè, in ogni caso, se paghi entro i termini sono autorizzati a staccarti la linea? Non si configura il reato di interruzione di pubblico servizio?

– chi ha la responsabilità del controllo di enti con concessione pubblica, Ministero ed autorità, è informato su queste questioni o è troppo preso da altro?

– le associazioni che si dicono a tutela dei consumatori hanno conoscenza di questi fenomeni? Che fanno?