UltimaEdizione.Eu  > 

Meglio un giorno da leone… Donald Trump sbaglia citazione perché non conosce il Piave

Meglio un giorno da leone… Donald Trump sbaglia citazione perché non conosce il Piave

Meglio un giorno da leone che cento anni da pecora. I giornali di tutto il mondo hanno subito ripreso questa frase che Donald Trump ha erroneamente attribuito a Benito Mussolini. C’è voluto un po’ perché emergesse il grossolano errore che sta alla base della citazione.

Questa, infatti, non è affatto una frase del Duce a cui Trump piace tanto ispirarsi. Bensì è una di quelle vergate da ignoto sulle mura delle case italiane nelle zone dove più feroce si versò il sangue della Prima Guerra Mondiale. Fu scritta in una parete interna di una locanda lungo la strada che da Treviso conduce a Ponte di Piave.

Sottoposto a bombardamento, l’edificio venne poi semidistrutto rivelando a tutti l’esistenza dell’iscrizione poi collocata nel dopoguerra nel non lontano Sacrario di Fagaré realizzato per ricordate le vittime delle battaglie del Piave, così tanto legate alla storia dell’Italia.

Che poi la retorica fascista l’abbia fatta sua cambia poco. Soprattutto non ripara l’ignoranza che sta alla base di chi l’ha ripresa male continuando quel vizio di molti politici che, in tutto il mondo, pensano di appropriarsi a buon mercato di immagini e suggestioni altrui. La tentazione di un attimo può avere conseguenze letali se prima di parlare le cose non vengono verificate e controllate

giorno da pecora

La stessa cosa, in fondo, accadde allo stesso Duce intenzionato a fermare gli alleati sul “bagnasciuga” delle spiagge della Sicilia mentre si voleva riferire alla “battigia”, là dove battono le onde. Il “bagnasciuga”, invece, è quella parte della carena della nave che entra ed esce continuamente dall’acqua durante la navigazione.

In più, sembra che Trump sia finito vittima di uno scherzo di buontemponi che gli avrebbero offerto questa polpetta avvelenata inviandogli un “twitt” con cui veniva attribuita la frase in questione a Benito Mussolini con la quasi certezza che il candidato alla Presidenza degli Stati Uniti avrebbe abboccato l’avrebbe rilanciata tra i suoi seguaci. Così e stato e, adesso, accanto a quella lapide del Sacrario di Fagaré resterà nei secoli l’esempio della leggerezza con cui i politici, pur di ricevere due facili applausi, continuano a parlare senza prima verificare le cose che dicono.

E’ proprio il caso di dirlo : un bel tacer non fu mai scritto!