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Le ultime vicende Rai. Giornalisti-artisti: nessuno è insostituibile.

Le ultime vicende Rai. Giornalisti-artisti: nessuno è insostituibile.

Nei giorni scorsi il Consigliere di Amministrazione della Rai Giancarlo Mazzucca  ha inviato una lettera aperta a Fabio Fazio, pubblicata dal Giornale, in merito al rinnovo del contratto milionario del giornalista-artista.

Dopo aver sottolineato il motivo del suo voto negativo al mega contratto quadriennale di 11,2 milioni di euro per 4 anni, Mazzucca ricorda le peculiarità dell’azienda: “non ho potuto avallare l’operazione perché non dobbiamo mai dimenticare che la Rai resta un’azienda pubblica sovvenzionata dal canone degli italiani”.

Infatti, decine e decine di persone abbonate da anni alla Rai, mi hanno telefonato indignate per protestare contro un contratto milionario a favore di un giornalista che in molti non ne riconoscono le qualità di conduttore. Certo, alcuni quotidiani e case editrici lo sponsorizzano anche per le sue trasmissioni sui libri, come ha recentemente dichiarato Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera: ”Credo che, quando si stabilisce il compenso di una persona, non si debba chiedere quanto costa, ma quanto vale. (…) Per anni Fazio è stato l’unico a riuscire a fare una trasmissione di libri in prima serata. (…) Questo aumenta il ruolo e la responsabilità della Tv pubblica nella divulgazione.(..) Il problema della Rai è avere più Alberto Angela e più Fabio Fazio, non meno”.

Certo, Fazio ha certamente contribuito per la sua parte alla diffusione della cultura in Italia, soprattutto con trasmissioni non popolari sui libri. Ma il contratto milionario concessogli va al di la di ogni merito artistico.

Il nuovo direttore Generale Mario Orfeo, in una conferenza stampa subito dopo le decisioni del CDA, ha detto: “Fazio determinante per la leadership”; da parte sua, la Presidente Monica Maggioni ritiene “essenziale”, con il rinnovo contrattuale di Fazio, mantenere la Rai “ancorata” al mercato.

Già, ma la Rai è un’azienda anomala, un servizio pubblico sostenuto in gran parte dal canone degli abbonati, i quali sono sul piede di guerra per lo “sperpero” di denaro pubblico in un momento di grave crisi del paese.

Non è populismo: in Europa il contratto di Fazio è uno dei compensi più generosi concessi a un personaggio televisivo.

Da parte sua, Fabio Fazio si difende dagli “inauditi attacchi; contro di me si invocano i kalashnicov”. Quando s’invocano sommosse popolari da giornali ed esponenti delle istituzioni, c’è qualcosa che non va”.

Fazio ha ragione. Lui è un professionista, un valore come dice lui stesso, e accetta la migliore offerta di mercato che gli viene presentata. Semmai è il Consiglio di Amministrazione della Rai e il suo vertice che hanno ceduto alla paura del cambiamento e dell’esodo di qualcuno dei suoi pezzi pregiati. Non si può affermare semplicemente “essenziale” il rinnovo di Fazio, ma era doveroso cercare delle alternative idonee, magari la ricerca di giovani talenti. E poi c’è una questione più profonda che riguarda la moralità e la congruità di un contratto miliardario.

Ci si chiede: quando sono sorti i limiti ai compensi dei dipendenti pubblici, compresi quelli dei giornalisti-artisti della Rai?

Il terremoto scoppia quando il governo vara un decreto legge, convertito con modificazioni dalla legge 23 luglio 2014, in cui ha fissato in 240.000 euro annui per chiunque riceve emolumenti o retribuzioni a carico delle finanze pubbliche.

A questa legge si ribellano i giornalisti e i conduttori televisivi del servizio pubblico. Invocano il parere dell’Avvocatura dello Stato sulla norma della finanziaria del 2007; ricordano “L’ articolo 3, comma 44, della Legge 244 teneva fuori da ogni vincolo «la prestazione artistica o professionale che consenta di competere sul mercato.

Nel frattempo, i giornalisti-artisti della Rai venivano rassicurati dal Sottosegretario di Governo Giacomelli che in una lettera inviata ai vertici aziendali assicurava: “agli artisti non sarebbe stata applicata la norma della legge”.

Ma chi sono gli artisti in Rai? Per una magia amministrativa, in Rai nasce la nuova figura del giornalista-artista. Per avvalorare questa tesi uno dei protagonisti principali della Rai degli ultimi 20 anni scrive una garbata ma decisa lettera a Viale Mazzini: “La norma del 2007 che esonera dai tetti le prestazioni professionali e artistiche che si svolgono nelle società a partecipazione pubblica operanti in regime di concorrenza, (come è la Rai,ndr)  richiamata dal parere dell’Avvocatura dello Stato, chiarisce all’origine ogni equivoco sulla differenza di impiego.

  1. Volendo tuttavia avventurarsi in una speciosa distinzione, il terreno diventerebbe scivoloso. Tra un Fabio Fazio che si occupa di Falcone e un Bruno Vesta che fa un programma su Ballando con le stelle chi è l’artista e chi il giornalista?

E’ vero. Ma qui si tratta di compensi concessi a un conduttore che vanno ben oltre ogni ragionevole capacità artistica di un giornalista-artista.

In passato, quando ancora Fabio Fazio era uno sconosciuto, la Rai è stata leader indiscussa dell’informazione e dell’intrattenimento per anni e anni. Abbiamo avuto artisti e giornalisti tra i migliori del paese. E programmi ancora oggi irripetibili. All’interno di “mamma Rai” hanno prestato la loro opera Sergio Zavoli, Piero Angela, Pippo Baudo, Raffaella Carrà, Mina, Sordi, Manfredi, Andrea Barbato, Emilio Rossi, Willy De Luca. Non credo che i loro contratti fossero faraonici come alcuni di questa stagione.

E poi: non si può usare il denaro pubblico, quello della nonna del Molise  e di tutte le nonne d’Italia, in modo così platealmente esagerato; La classe dirigente della Rai deve evitare eccessi economici come il contratto a Fazio, avere il senso di moralità e di rispetto per il denaro pubblico e di tutti coloro che pagano regolarmente il canone.

Ecco, il vero problema è proprio questo. E se proprio Fazio voleva cambiare bandiera, era legittimo lasciarlo andare e non accettare le sue pretese di un rinnovo miliardario. Come del resto successe in passato con l’esodo di tanti giornalisti-artisti costretti poi a ritornare in Rai per essere nuovamente “illuminati di luce e di popolarità” per tanti anni ancora.

In definitiva è proprio il caso di ricordare: siamo tutti utili, nessuno è indispensabile, compreso il giornalista-artista Fabio Fazio.

Giuseppe Careri