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Il Manifesto del Quirinale e i bla bla dei politici – di Giuseppe Careri

Il Manifesto del Quirinale  e i bla bla dei politici – di Giuseppe Careri

Oltre 10 milioni di italiani con uno share del 59,51% hanno assistito al quinto discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il dato dell’ascolto lo comunica l’Ufficio Stampa del Quirinale e si riferisce ai telespettatori della Televisione Pubblica e di quelle Private.

Fiducia nel nostro Paese visto dall’esterno, la speranza di un futuro migliore, il civismo, l’ambiente e i giovani sono le parole chiare del discorso del Presidente della Repubblica.

Visto dall’esterno, il nostro Paese è considerato la culla della civiltà condivisa con altri paesi e continenti. E’ significativo, dice Mattarella che “nell’anno che si chiude, abbiamo celebrato Leonardo da Vinci e, nell’anno che si apre, celebreremo Raffaello. E subito dopo renderemo omaggio a Dante Alighieri”.

Un discorso rivolto al paese, ma anche ai politici che condividano e realizzino le istanze dei giovani per un lavoro meno precario; affidare loro delle responsabilità, curare l’ambiente e salvare città minacciate come Venezia dall’acqua alta, o dai terremoti colpiti dai sismi o dalle alluvioni. “I mutamenti climatici sono questioni serissima che non tollera ulteriori rinvii nel farvi fronte. I giovani l’hanno capito. E fanno sentire la loro voce proiettati, come sono, verso il futuro e senza nostalgia del passato”.

Naturalmente è necessario ci sia la fiducia nelle istituzioni, favorendo la coesione sociale e il buon funzionamento delle pubbliche istituzioni. E poi abbattere le disuguaglianze, soprattutto tra nord e Sud; questo è un danno incalcolabile per tutto il paese.

Un ruolo fondamentale è assegnato ai media, “in particolare al servizio pubblico; abbiamo   bisogno di competenze e preparazione anche se, a volte, si vede affiorare, invece, la tendenza a prendere posizione ancor prima d’informarsi”.

Il riferimento alla informazione e alle competenze professionali chiama in causa giornalisti e politici impegnati quotidianamente a diffondere notizie e commenti trasmessi dalla televisione pubblica e da quella privata.

Siamo inondati da anni da dichiarazioni dei politici rilasciate ai telegiornali pubblici e privati. Un onda in piena nel quale ogni politico di Governo, o di opposizione, recita la sua parte in modo interessato. Si assiste impotenti alle loro dichiarazioni flash, ai loro successi, alle loro bandierine sui provvedimenti del loro partito o della loro corrente. Ogni volta sembra una recita a soggetto senza, purtroppo, intermediazione giornalistica, senza contradditorio, ma solo dichiarazioni preconfezionate. Una responsabilità che ricade anche sul sistema giornalistico che, spesso, con sudditanza, consente la messa in onda di dichiarazioni concordate solo dai politici.

Scrive Michele Serra su Repubblica: “Sono tutte identiche le decine, centinaia, migliaia di dichiarazioni flash che i politici rilasciano ai telegiornali, che provvederanno poi a confezionarle in quelle orride, insopportabili eppure irriformabili macedonie di dichiarazioni (suddivise per partito) che sono una parodia del pluralismo e un’offesa al giornalismo (il giornalista, difatti non compare; lo spazio è appaltato all’onorevole. Punto e basta).

Ecco, forse è giunto il momento di fare un’approfondita riflessione sull’approccio da tenere nei confronti dei politici. Non è più tollerabile, né per i giornalisti, né per i telespettatori, essere costretti ad ascoltare solo propaganda da parte dei politici. Il richiamo del Presidente Mattarella alla preparazione professionale del servizio pubblico è arrivato al momento giusto. E’ un appello anche ai politici di smetterla di fare propaganda, litigare su tutto, accusarsi a vicenda e, soprattutto, iniziare finalmente a lavorare per il bene dei cittadini.

C’è una sola persona, una donna, il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, a parte il Papa e Mattarella, che si sottrae al sistema degli annunci televisivi, al bla bla dei politici di governo e di opposizione; in silenzio e senza proclami presta la sua opera istituzionale per risolvere il problema dell’immigrazione e la sicurezza dei cittadini. Ma come dice un proverbio, una rondine non fa primavera.

Giuseppe Careri