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Nel caos generale, una lezione d’amore che viene da un down

Nel caos generale, una lezione d’amore che viene da un down

È accaduto nei giorni scorsi a Conselve, in provincia di Padova. Alle due e trenta del mattino, un incendio improvviso proveniente dal garage della loro villetta ha investito rapidamente l’intera abitazione. All’interno la mamma, Rosa Lamberti di 86 anni, e il figlio Angelo Volpi di 42 affetto dalla sindrome di Down.

L’uomo, nell’estremo tentativo di salvare anche la madre, che si trovava al primo piano del villino, ha tentato ripetutamente di chiamare i soccorsi dalla finestra senza ricevere purtroppo aiuto da nessuno.

La violenza delle fiamme è stata più forte dei suoi sforzi di per mettere se stesso  e la madre al riparo. I due corpi sono stati ritrovati successivamente dai vigili del fuoco stretti in un abbraccio eterno. Angelo avrebbe potuto scamparla da solo, ma non l’ha voluto fare. Non ha abbandonato la vecchia mamma Rosa,

Un episodio da “ libro cuore”, un insegnamento d’amore da parte di un disabile per la propria madre alla quale era legato da grande affetto.

Secondo una statistica del Censis, in Italia i malati della sindrome di down sono circa 48 mila. La fascia d’età più ampia è quella tra i 15 e i 44 anni. L’aspettativa media di vita alla nascita è di 61,6 anni per i maschi e di 57,8 per le femmine. Nel 1959 lo scienziato Jerome Lejeunne ha scoperto che le persone affette dalla sindrome di down hanno un cromosoma in più nelle loro cellule.

L’episodio dell’incendio in cui hanno perso la vita madre e figlio, probabilmente rimarrà solo nei ricordi dei suoi concittadini, ma non della grande maggioranza del paese coinvolto ormai in tensioni sociali e politiche. Ormai la cronaca di ogni giorno ci racconta di sfruttamento, pestaggi, aggressioni, morti di neri ad opera di razzisti che imperversano in tutto il paese. Sono episodi ricorrenti avvenuti nelle Marche, a Napoli, Palermo, Roma.

A Torino è avvenuto il grave episodio contro un atleta nera di origine nigeriana, Daisy Osakue, colpita in pieno volto da due uova lanciate da un auto in corsa. Ha rischiato di perdere un occhio!

Questa recrudescenza di violenza contro gli immigrati e contro i neri ha provocato la reazione dell’Alto Commissario Onu per i diritti umani Michelle Bachelet. “Abbiamo intenzione di inviare personale in Italia per valutare il forte incremento di atti di violenza e di razzismo contro migranti, persone di discendenza africana e rom”, ha dichiarato aprendo i lavori dell’agenzia Onu sui diritti umani.

Un clima di odio contro i migranti scattato sin dal divieto del Ministro dell’Interno di bloccare i porti italiani e di censire i rom. L’ultimo episodio è la nave Diciotti ferma da alcuni giorni in un porto italiano con 177 emigranti a bordo. Solo l’intervento della Chiesa è riuscita a sbloccare la situazione e a far scendere i migranti per essere poi accompagnati nella struttura religiosa “Mondo Migliore” di Rocca di Papa.

Ma il clima di tensione si respira ormai in ogni angolo del paese. Giornali e Tv ci raccontano di difficoltà enormi del lavoro giovanile, di un numero sempre maggiore di povertà e dell’impossibilità al momento di sanare situazioni drammatiche esistenti già da anni. E poi le polemiche politiche quotidiane sulla flat tax, il reddito di cittadinanza, gli scontri con l’Europa, con Draghi e i commissari dell’Eu. Insomma un clima da “ultimo respiro”, quasi una battaglia finale con risultati imprevedibili per tutte le classi sociali.

In questo contesto drammatico si è inserito poi il dramma del Ponte Morandi crollato a Genova il 14 agosto 2018 provocando la morte di ben 43 persone. Tanti cittadini hanno visto crollare le loro case e perduti i loro averi. Anche qui polemiche a non finire, tutti contro tutti.

Forse è giunto il momento di dire basta e volgere finalmente lo sguardo sulla parte più sana del paese, quella dei lavoratori, i medici, gli infermieri, gli insegnanti, i Vigili del fuoco, I Carabinieri, la Polizia, la Guardia di Finanza, la Protezione Civile. Tutte eccellenze spesso dimenticate nei numeri e nei meriti.

A Padova, un piccolo grande uomo down ci ha dato un grande esempio di amore e di altruismo estremo. Ecco, forse dovremmo ricominciare da lui, dal suo coraggio, capace di perdere la propria vita per salvare la madre. Tutto il suo mondo.

Giuseppe Careri