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Recuperati 7.000 corpi, le autorità nepalesi gettano la spugna: nessuno è più vivo

Recuperati 7.000 corpi, le autorità nepalesi gettano la spugna: nessuno è più vivo

Le autorità nepalesi è come se gettassero la spugna di fronte all’ineluttabilità del dramma. Recuperati circa 7.000 corpi inanimati si è giunti alla conclusione che sotto le macerie non c’è più nessuno vivo. Resta ora da decidere il da farsi, anche in considerazione del fatto che la parte più ricca e produttiva del Paese è stata la più colpita.
Per quanto riguarda le parti montane più impervie e prive persino di un sistema stradale degno di questo nome c’è poco inventarsi. In molte vallate isolate i soccorritori neppure sono ancora arrivati e la dove ce l’hanno fatta non hanno nè cibo, nèacqua, nè tende per tutti.
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Chissà dei circa 30 milioni di abitanti, sparsi su di un territorio poco più piccolo di metà Italia, cosa mai accadrà. Se si pensa che prima del terremoto di una settimana fa esatta il Nepal era tra i paesi più poveri del mondo, con un rddito pro capite che a mala pena superava i 500 dollari di media, non c’è da farsi soverchie illusioni.

La comunità internazionale qualcosa ha inviato, ma sembra come se si lanciasse una goccia in mare. In totale, finora, sono stati messi a disposizione 68 milioni di dollari, di cui tre da parte dell’Unione Europea.

Le scosse, inoltre, sia pure con un’intensità ridotta si ripetono. L’ultima ha superato la magnitudo di 4,5.