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Ancora in attesa di Renzi al Quirinale. Mentre lui va a Roma, si surriscalda il dibattito politico. I suoi problemi con Alfano ed il “centro”

Ancora in attesa di Renzi al Quirinale. Mentre lui va a Roma, si surriscalda il dibattito politico. I suoi problemi con Alfano ed il “centro”

Proprio mentre Matteo Renzi  va verso Roma, anche gli ambienti  a lui più vicini  fanno trapelare la consapevolezza che la formazione dell’esecutivo condotto dal Sindaco di Firenze non sarà più così fulmineo come pensavano un po’ tutti. E’ stato lo stesso Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a far capire che si sarebbe dovuto attendere ancora un po’ per la chiamata al Quirinale.

Del resto, il dibattito di queste ore sta confermando che il quadro politico é ancora in evoluzione.In più deve arrivare il responso del voto in Sardegna che ha sempre avuto la funzione di autentica verifica delle reali forze in gioco in tutto il Paese.

I problemi più grossi vengono dalle forze centrali e dal Nuovo Centro destra. Angelino Alfano ha avviato una violenta polemica con Silvio Berlusconi e, soprattutto, con i collaboratori del leader di Forza Italia. Siamo al limite degli insulti. In particolare degli “inutili idioti” che circonderebbero Berlusconi e che spingono, questa la sostanziale accusa di Alfano, il Cavaliere al di fuori di una linea di ragionevolezza.

E’ chiaro che parlando a Berlusconi, sia pure da un palco elettorale in Sardegna, Alfano parla anche a Renzi. Non solo per le voci ricorrenti su un eventuale accordo “sottobanco” che il Sindaco fiorentino avrebbe con Verdini. Cosa che denunciata da Beppe Civati ha portato ad una immediata smentita da parte di Lorenzo Guerini che ha precisato come i rapporti in corso con Berlusconi  non riguardano l’assetto governativo, bensì solo il tentativo di giungere a riforme condivise in materia elettorale e costituzionale. E’ chiaro, però, che una ulteriore spaccatura tra Forza Italia e Nuovo Centro destra non aiuta neppure il prossimo Presidente incaricato.

CONVEGNO "VERSO IL CODICE ANTIMAFIA"

Alfano sostiene con forza, anche rispondendo agli “inutili idioti” berlusconiani, che il suo partito si sta rivelando fondamentale per consentire a Renzi di varare il proprio esecutivo. A lui, in sostanza, sia pure in termini meno aggressivi, si aggiungono i Popolari per l’Italia che sono usciti dalle consultazioni del Quirinale senza dare per scontato il loro voto. Attendono una verifica da condurre con Renzi il quale sta già sperimentando cosa significa muoversi in un Parlamento di cui lui neppure fa parte.

Da Firenze fa sapere che lui non si “lascerà condizionare”, ma se vuole i voti che gli servono dal centro e del Nuovo Centro destra, non può che trattare con loro. A meno che non riesca a convincere il Pd di tornare a “ballare” con quel Berlusconi che é stato il primo a mettere in crisi il “loro” Letta.

Qualcosa non torna neppure nei rapporti con la Lega. Matteo Salvini, infatti, annuncia una posizone anti europeista ad alzo zero. Lui aveva detto di voler confrontarsi con Renzi, ma é un po’ difficile che il Pd accetti di colpo di diventare anti europeista, proprio mentre si accinge ad organizzare il congresso europeo del Partito Socialista Europeo.

Insomma c’é tanta carne al fuoco e chi si sta già lanciando nelle previsioni delle liste dei ministri deve pazientare ancora un po’.

 Giancarlo Infante