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Parkinson: parla il neurologo italiano che per primo ha utilizzato la Vitamina B1 per contrastare il Parkinson

Parkinson: parla il neurologo italiano che per primo ha utilizzato la Vitamina B1 per contrastare il Parkinson

A seguito di una ricerca italiana sulla malattia di Parkinson pubblicata su una rivista Usa, abbiamo intervistato il dott. Antonio Costantini, neurologo della  Casa di cura Villa Immacolata di San Martino al Cimino, Viterbo.

Dott. Costantini, sul sito The National Center for Biotechnology Information ( Pubmed) degli Stati Uniti c’è la conclusione di una sua ricerca che conferma i risultati già in precedenza da lei raggiunti nella cura della malattia del Parkinson. La ricerca ha riguardato 50 persone, 37 uomini e 13 donne, che si sono sottoposti alla cura sin dal 2012. Una confortante notizia!

R: il sito americano ha riportato il lavoro che abbiamo fatto noi a conferma dei congressi di Liegi e di Cagliari e sul primo lavoro di tre casi di malattia di Parkinson, proponendo la vitamina B1 per questo tipo di malattia come abbiamo fatto per lo studio pubblicato nel 2013. I dati di oggi confermano quei risultati. I dati di oggi riguardano  ben 50 pazienti ed hanno richiesto un approfondita analisi statistica.

D: Secondo Lei, quali sono le strutture in Italia in grado di assistere i numerosi malati di Parkinson? E tutti i pazienti affetti da questa malattia possono accedere alla cura attraverso la somministrazione della Tiamina?

R: tutti i pazienti affetti possono accedere a questo tipo di terapia e tutti riscontrano dei risultati positivi a qualsiasi stadio di evoluzione si trovi la malattia. I centri per la diagnosi e la cura della malattia di Parkinson in Italia sono numerosi e tutti altamente qualificati. Consideri però che la maggior parte dei pazienti è diagnosticata e curata nei reparti di neurologia presenti in buona parte degli ospedali del paese. Però, che io sappia, solo al S. Martino di Genova, il dott. Roberto Fancellu, cura i pazienti con alte dosi di Vitamina B1. In tutti gli ospedali vengono applicate le linee guida nazionali che non prevedono la Vitamina B1 come terapia per la patologia in oggetto. Quindi, si impiegano solo i farmaci tradizionali che non influenzano i sintomi non motori e non hanno una funzione ristorativa e neuroprotettiva sui sistemi funzionali colpiti dalla malattia. In altre parole, le terapie classiche non risanano i neuroni superstiti e non sono in grado di arrestare la progressione della malattia. Noi, con questo lavoro, abbiamo potuto constatare che la somministrazione della vitamina B1 arresta la progressione della malattia. Infatti, il lavoro pubblicato si intitola trattamento a lungo termine.

D: Quali altre malattie degenerative possono essere sottoposte alla cura della tiamina, magari in aggiunta ad altri farmaci?

R: noi abbiamo precedenti esperienze con le malattie chiamate atassie spino-cerebellari che sono malattie genetiche del sistemo nervoso. Anche con l’Alzheimer  abbiamo ottenuto qualche risultato incoraggiante. Ma sull’Alzheimer siamo stati preceduti da grandi colleghi  americani e canadesi che hanno  studiato già nel 1994 l’effetto della  somministrazione di alte dosi di  Vitamina b1 per bocca per la terapia della demenza (fino a 8 grammi al giorno per via orale). I risultati furono incoraggianti, ma non furono portati avanti successivamente.

D: Quale potrebbe essere la causa principale del sorgere di questa malattia così invalidante?

D: la causa non è conosciuta. Ci sono rari casi genetici di malattia di Parkinson. Però numerosi studi indicano come patogenesi dei sintomi un blocco energetico delle cellule colpite. Tale disfunzione è ottenuta dalla causa primaria attraverso una disfunzione del metabolismo della Tiamina probabilmente dovuto a un blocco totale o parziale degli enzimi che richiedono la Tiamina per funzionare. Ma nessuno aveva mai pensato che alte dosi di Vitamina B1 potevano in qualche modo aiutare il lavoro di questi enzimi che producono energia e che funzionano a Vitamina B1.

D: In futuro è possibile prevedere di debellare definitivamente questa malattia?

R: sicuramente si può debellare, nel senso che si può impedire alla causa primaria di fare qualsiasi danno: ad esempio, chi si ammala oggi di Parkinson può tenere ferma la malattia, e rimanere pressoché senza sintomi, assumendo per via iniettiva od orale la giusta dose di Vitamina B1. Grazie alla Tiamina le cellule attaccate dalla malattia restano vitali e il paziente rimane senza sintomi . La causa primaria resta, ma non è in grado di fare alcun danno. Consideri che la pressione alta, l’ipertensione, oggi, non si sa da quale causa primaria è prodotta, però si cura perfettamente. Oggi si può curare con successo e con minore impegno economico anche la patologia del morbo di Parkinson.

D: Quali sono le strutture ospedaliere con le quali ha collaborato per giungere a una conclusione così incoraggiante per tanti malati?

R: inizialmente non mi ha aiutato nessuno. Fortunatamente, mentre a Viterbo acquisivamo queste conoscenze, il dott. Roberto Fancellu dell’ospedale San Martino di Genova, ha cominciato a collaborare con noi. In questo modo il gruppo ha potuto procedere più rapidamente nella acquisizione e nella divulgazione dei risultati.

 D: C’è, in definitiva, la volontà di continuare la terapia della Tiamina.

R: in pratica, il dott. Roberto Fancellu ha cominciato a organizzare uno studio a doppio cieco su 80 pazienti: 40 con la terapia della Vitamina B1, e 40 con un placebo. Ma quando si è  arrivati al dunque non è stato possibile impiegare un medico neurologo e uno specializzando  del San martino di Genova, per un anno e mezzo, solo per effettuare questo studio . Noi comunque  continuiamo a lavorare sul campo e curiamo tutte le persone che ne hanno bisogno. Io ho visitato già 700 persone che vengono da tutte le regioni d’Italia, o forniamo indicazioni ai medici che assistono pazienti malati di Parkinson via e-mail, per l’impossibilità dei malati di spostarsi dalle loro città.

Giuseppe Careri