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Iran in festa per l’accordo sul nucleare. Israele no. Obama: lo difenderò fino alla fine

Iran in festa per l’accordo sul nucleare. Israele no. Obama: lo difenderò fino alla fine

Una buona parte dell’Iran, soprattutto quella interessata al commercio, quella dei giovani e del laicismo è scesa in piazza per festeggiare l’accordo sul nucleare che farà uscire il Paese dall’isolamento politico ed economico in cui era finito dopo la rivoluzione khomeinista del 1979.

Dopo anni ed anni di trattative che spesso hanno rischiato la rottura completa, l’accordo sulla limitazione del programma nucleare iraniano, in cambio della revoca delle sanzioni internazionali è stato definitivamente raggiunto nei colloqui di Vienna dopo le intese sottoscritte il mese scorso in Svizzera tra l’Iran da una parte e il cosiddetto gruppo dei 5+ 1 composto da Usa, Russia, Cina, Regno Unito, Francia e Germania.

Ma se una parte degli iraniani fa festa non mancano coloro che non apprezzano, a partire dall’opposizione repubblicana al Congresso di Washington che promette una dura battaglia parlamentare sulla ratifica dell’accordo.

Totalmente negativa la reazione del Governo di Israele, per conto del quale. il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato, come sta facendo da mesi, la propria contrarietà all’intesa con un Iran che rappresenta “il male” e consente a Teheran un “certo percorso verso l’accesso alle armi nucleari” e, in virtù dello sblocco dei conti congelati all’estero, gli fa trovare   “una miniera d’oro per centinaia di miliardi di dollari”. La conclusione è una sola: questa intesa segna un errore storico.

La risposta di Barack Obama è giunta con un commento in televisione con il quale il Presidente degli Stati Uniti si è detto convinto che l’accordo, invece,  avrebbe reso il mondo “più sicuro”. Obama ha comunque precisato: “Questo accordo non si costruisce sulla fiducia, bensì è costruito sulla verifica”. Obama ha quindi ripetuto il concetto a lui caro che sulla base dell’intesa raggiunta l’Iran non sarà in grado di dotarsi dell’arma atomica e che, comunque, gli Stati Uniti vigileranno.

Dopo le reazioni negative ufficialmente espresse da Israele e quelle più riservate , ma non per questo meno tenaci, da parte dell’Arabia Saudita e, soprattutto, dopo la sollevazione dei repubblicani americani, Obama è stato chiaro: è pronto ad avvalersi di tutte le sue prerogative di Presidente, fino a mettere il veto su ogni risoluzione parlamentare contraria, per difendere l’intesa raggiunta con l’Iran.

L’Alta rappresentante della politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, ha definito l’accordo  “un segno di speranza per il mondo intero” che potrebbe aprire “un nuovo capitolo nelle relazioni internazionali”.

Il capo dell’agenzia nucleare internazionale, la AIEA,  Yukiya Amano ha detto ai giornalisti  che la sua organizzazione ha concordato una tabella di marcia  con l’Iran per giungere ad un completo chiarimento delle “questioni in sospeso” sul programma nucleare iraniano ” in modo da permettere all’agenzia di “effettuare una valutazione degli aspetti relativi alle reali  dimensioni militari del programma nucleare iraniano entro la fine del 2015”.

Il capo delegazione iraniano, il ministro degli esteri, Zarif,  ha definito l’accordo “non perfetto, ma storico”.