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Innovazione: l’unica risposta contro una crisi ancora non finita

Innovazione: l’unica risposta contro una crisi ancora non finita

Si cresce nei periodi positivi, e si resiste durante quelli di crisi? È saggezza popolare, ma non è l’atteggiamento che scelgono alcune aziende – e i risultati sembrano premiarle.

Una situazione in miglioramento, ma non risolta

I dati più recenti di Confindustria e Cerved riguardo al mondo complesso e vastissimo delle PMI Italiane dipingono infatti un quadro che, pur essendo più incoraggiante di cinque anni fa, rivela ancora punti critici e molto lavoro da svolgere. È buona infatti la tenuta del settore delle PMI di industria e servizi, soprattutto nel Centro Nord; occupano un terzo degli addetti, con una produzione che sfiora il 40% del valore aggiunto del comparto consolidato. Se però questa tenuta è ammirevole, è allo stesso tempo accompagnata da una caduta evidente dei risultati, con una produttività che è calata del 7 per cento negli anni dal 2007 al 2014.

Una ripresa timida, e non per tutti

Ci sono, va detto, dei segnali di ripresa, ma molto timidi, e soprattutto non sistematici: si nota l’assenza di uno sforzo coordinato e direzionato da parte delle PMI italiane. A fare la differenza, tuttavia, nei casi in cui i risultati siano degni di nota, è quasi sempre un tratto ben preciso, ossia il coraggio di innovare anche nel momento difficile e faticoso della crisi, con investimenti mirati alla ricerca e alla crescita e non alla mera sopravvivenza. Le aziende, un po’ in tutta la Penisola anche se soprattutto al Centro, che sono riuscite a mantenere elevati gli investimenti nel campo dell’innovazione sono quelle che, oggi, si trovano infatti meglio posizionate per sfruttare l’inizio della ripresa – talvolta, perfino, in una situazione migliore rispetto a prima della crisi.

Un esempio pratico

Come esempio abbiamo preso un’azienda totalmente Italiana, la Pavone Sistemi di Concorezzo, specializzata  nella pesatura digitale. In questi ultimi anni – difficili, come abbiamo detto, per tutto il comparto industriale, e potenzialmente minacciosi  per un’azienda focalizzata su una nicchia così ristretta e particolare – Pavone ha invece scalato il proprio mercato, conquistandosi una reputazione e dei successi anche internazionali che hanno lasciato stupiti diversi osservatori; recentemente, è anche stata promotrice di un meetup incentrato sul proprio settore, che ha riscosso notevole successo. Come? Per farci rispondere a questa domanda siamo andati a porla a una delle figure chiave di questa ascesa: Alessandro Banfo, Manager della Pavone Sistemi.

Ma allora, dottor Banfo: la crisi c’è, o non c’è?
Sul fatto che la crisi ci sia, battute a parte, temo proprio non ci possano essere dubbi: è davanti agli occhi di tutti ed è un problema molto reale. A fare la differenza, in questi periodi, è una combinazione di fattori, l’unione fra quello che si fa e come si riesce a farlo percepire.  La scelta che, nel nostro caso, si è rivelata vincente è stata quella di puntare decisamente sul cambiare la percezione che il mercato aveva, e spesso ancora ha, dei prodotti come i nostri. Le aziende che hanno bisogno di strumenti di pesatura digitale li usano quotidianamente, non possono farne a meno; ma proprio per questo spesso li vedono semplicemente come una spesa. Creare e presentare dispositivi che invece diventino anche uno strumento per migliorare la gestione e la produzione, permettendo risparmi e ottimizzazione del lavoro, permette invece di farne valutare l’acquisto come un investimento utile, non più una sgradevole necessità.

Quindi una scelta di costante innovazione tecnologica?
L’innovazione tecnologica è fondamentale, e la questione complessa è capire in che direzione portarla. Mi spiego meglio: è chiaro che sia sempre utile sviluppare celle di carico più performanti, capaci di sopportare carichi maggiori, o di misurazioni più precise, o di resistere a più cicli di pesatura. Ma queste innovazioni, pur essendo importanti e utili, sono soltanto migliorative. Per farle un esempio del tipo di ricerca e innovazione che fa veramente la differenza, consideri una della categorie di prodotti più semplici che presentiamo anche sul nostro sito, gli indicatori di peso.  Di per sé, sarebbero prodotti quasi banali: la loro funzione base è semplicemente visualizzare il peso rilevato dal sistema. Ma modificandoli perché possano trasmettere questo dato all’impianto di produzione, e programmandoli perché abbiano ad esempio delle soglie di sicurezza superate le quali comandino l’immediato arresto della linea, ecco che diventano dei piccoli ma utilissimi PLC. E questa innovazione, che ottimizza l’impianto e il suo funzionamento, è quella che davvero interessa e si rivela utile per gran parte delle aziende.

E dopo questo meetup? Quali sono i prossimi passi?
Il meetup, con il suo successo, ci ha dato la gradita conferma che stiamo andando nella giusta direzione. Per il prossimo futuro non potremo che intensificare la ricerca e lo sviluppo di soluzioni abbinate alla pesatura industriale, studiando i settori di applicazione e le loro problematiche per offrire una risposta sempre più integrata ed efficace, come gli indicatori di peso di cui parlavamo prima, che si possono già trovare sul nostro sito.