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In giro per l’Italia per far riscoprire la musica di Verdi

In giro per l’Italia  per far riscoprire la musica di Verdi

Riscoprire la musica di Giuseppe Verdi con l’intento di far cantare agli italiani in coro le opere del celeberrimo compositore. E’ questo quanto si propone un duo formato da un attore e da un musicista che, proprio in questi giorni stanno per iniziare un tour che dal teatro Regio di Torino li porterà nei maggiori teatri della penisola. Un compito non facile che i due artisti alterneranno con una serata tutta dedicata ad una lezione di canto affinchè gli spettatori possano dare vita a quel coro popolare indispensabile alla riuscita della manifestazione.

Un Verdi che non eravamo abituati a sentire quello che proporranno Marco Paolini e Mario Brunello. Il filo conduttore sarà rappresentato dai quattro atti dell’Otello. Nei quali Verdi appare come un musicista profondamente cambiato dopo un periodo di crisi seguito da una riflessione profonda: rompe il 1barone1 Paolini-Brunello_1[1]meccanismo consueto di aria e recitativo per una musica in continua evoluzione, con delle soluzioni nuove, soprattutto armoniche.

Una scelta precisa: non il Verdi degli «anni di galera», dei cori patriottici, ma l’autore della piena maturità e della vecchiaia, quando stupisce tutti proprio per questa capacità di rinnovarsi, di reagire, da gigante, alle critiche che gli rimproveravano di essere ormai superato. D’altra parte, precisa Paolini, “questa non è un’antologia verdiana, ma la scelta di uno spettacolo centrato sulla sua grandezza di uomo di teatro. Leggerò, quasi alla lettera, dei versi dai libretti, andrò per buona parte a memoria seguendo il copione, anche se ci saranno dei momenti di improvvisazione”.

E’ l’arte antica e vivissima dell’affabulazione capace di coinvolgere, che Paolini, autore e interprete, tra l’altro, di un’opera sulla tragedia del Vajont, ha dato tante volte prova di possedere. Un altro aspetto della personalità di Verdi affascina Paolini: “Il suo essere anfibio. La vita nel mondo dello spettacolo e della cultura è concreta, dura, usurante. Verdi, quando smetteva di comporre, aveva, come una preziosa valvola di sfogo, l’amore per la sua terra: lui, figlio di un oste, diventa un agrario, un concretissimo proprietario terriero”.

E.B.