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Il Governo non impugnerà per revocazione la sentenza civile della Cassazione sui risarcimenti alle

famiglie delle 81 vittime della strage di Ustica. Lo ha comunicato una nota di Palazzo Chigi precisando che
non impugniamo la sentenza in quanto “un ricorso per revocazione in questa situazione processuale potrebbe apparire meramente dilatorio ed esporrebbe lo stato a ulteriori spese, ma soprattutto, la volontà di non impugnare la sentenza è motivata da ragioni di ordine etico, per il dovuto rispetto alle vittime e ai loro familiari”. La sentenza definitiva della Cassazione, precisa la nota del Governo, “andrà semplicemente eseguita”.

“Finalmente si sta andando nella direzione giusta – ha commentato la senatrice Daria Bonfietti, presidente dell’ Associazione dei parenti delle vittime – e ringrazio l’esecutivo per questa attenzione. Si accetta così che il Dc9 è stato abbattuto e che i ministeri della Difesa e dei Trasporti sono stati condannati”.

Il caso era scoppiato giovedì, nel 33esimo anniversario della strage, dopo che il senatore Pdl Carlo Giovanardi, non nuovo ad “uscite inopportune”, aveva rivelato che lo scorso 9 febbraio l’avvocato generale dello Stato Massimo Giannuzzi e il suo vice avevano suggerito ai referenti di presentare un “ricorso per revocazione” alla Cassazione, per cancellare la sentenza con cui la stessa Corte aveva dato il via libera definitivo al risarcimento di tre parenti dei passeggerri morti sul Dc 9.

Red