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Europa: i soliti contrasti sui migranti. Renzi minaccia il taglio dei fondi

Europa: i soliti contrasti sui migranti. Renzi minaccia il taglio dei fondi

Ancora una volta in Europa si cerca di trovare una soluzione per le molte, troppe cose che dividono i diversi paesi. Su tutto, in questa fase, le questioni finanziarie sono sostituite da quella sull’accoglienza che da mesi e mesi fa registrare solo profonde spaccature e polemiche accese.

Dopo la vera e propria invasione di migranti registrata nel 2015, anche se il fenomeno è più antico, come l’Italia e la Grecia hanno cercato più volte di far capire, continua a rimanere irrisolto il punto cruciale costituito dalla distribuzione dei migranti.

Un tema irrisolto nonostante la decisione presa dall’Unione di accogliere soprattutto i siriani in fuga dalla guerra perché molti paesi, soprattutto quelli dell’area orientale del continente, continuano ad essere contrari.

Una situazione che evidentemente non si sblocca e che ha portato il Presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, a fare un forte richiamo ai doveri della solidarietà comunitaria europea al punto di minacciare i paesi riottosi, i quali spesso sono quelli che contano sui finanziamenti da parte degli altri europei per il sostegno dei loro bilanci, di vedersi ridurre i contributi dei paesi donatori, e l’Italia è tra questi, perché “la solidarietà -ha detto Renzi- non può essere solo nel prendere”.

La polemica dell’Italia è particolarmente accesa con la vicina Austria che ha deciso di rimettere i controlli ai posti di confine con il nostro paese, a partire dal Brennero, e di limitare ad 80 al giorno le domande di asilo presentate dai migranti.

Verso questo comportamento dura anche la presa di posizione del Presidente della Commissione europea, Juncker.

Sul tavolo dei capi di governo riuniti a Bruxelles vi è anche il tema dell’uscita del Regno Unito dall’Unione, la cosiddetta Brexit. Il Primo ministro britannico, David Cameron, infatti, in vista del referendum che il suo paese dovrà tenere in materia, sta cercando di ottenere  norme più favorevoli per i suoi connazionali in modo da favorire un risultato referendario positivo al permanere nell’Unione.