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Emma Bonino a Teheran: “non dobbiamo fare errori”.Il primo ministro occidentale in Iran dopo l’avvio del “disgelo”. Nuove prospettive per Eni

Emma Bonino a Teheran: “non dobbiamo fare errori”.Il primo  ministro occidentale in Iran dopo l’avvio del “disgelo”. Nuove prospettive per Eni

Importante visita del ministro degli Esteri italiano Emma Bonino Teheran dove parteciperà a due giorni di colloqui, in quella che tutti gli organi d’informazioni mondiali, e in particolare quelli iraniani,  definiscono “una rara visita da un ministro europeo di alto livello” nella Repubblica islamica dell’Iran.

Al suo arrivo, la Bonino ha dichiarato che il successo dell’accordo sul nucleare iraniano “dipenderà da loro ma anche da noi”. Ed ha aggiunto, evidentemente riferendosi agli alleati occidentali,  che “non bisogna fare errori tattici o di nervosismo eccessivo. E’ un momento fragile, bisogna tenere i nervi a posto, chi ha la consapevolezza ha il dovere di essere più disciplinato degli altri”.

Emma Bonino ha in programma di incontrare, oltre che  il suo omologo iraniano Mohammad Javad Zarif, già visto in occasione della recente sessione delle Nazioni Unite,  anche il presidente Hassan Rouhani.

Questa è la prima volta in quasi 10 anni che un ministro degli Esteri italiano si reca in Iran. Segue un viaggio dal vice ministro degli Esteri Lapo Pistelli effettuato lo scorso mese di Agosto subito al’indomani della nomina a capo del governo del più moderato Rouhani.

La Bonino, inoltre, é il primo ministro degli esteri di un paese occidentale a recarsi a Teheran dopo lo storico accordo raggiunto con l’Iran  sul programma nucleare di Teheran che ha costituito di polemiche controversi negli ultimi anni senza che fosse possibile trovare una qualche soluzione.

La visita di Bonino arriva anche dopo un incontro avvenuto a Vienna pochi giorni fa tra  Paolo Scaroni, alla guida dell’Eni ed il ministro del Petrolio dell’Iran,  Bijan Zanganeh. I due hanno discusso su eventuali “potenziali nuove attività” che la nostra compagnia petrolifera potrebbe svolgere in Iran soggetto al momento della definitiva revoca delle sanzioni che negli ultimi anni hanno praticamente  più che dimezzato le vendite di petrolio dell’Iran e paralizzato la sua economia.

John Balcony