UltimaEdizione.Eu  > 

Assoconsumatori: troppe tasse sui prodotti omeopatici spingono acquisti da estero e sul web

Assoconsumatori:  troppe tasse sui prodotti omeopatici  spingono acquisti da estero e sul web

E’ stata recentemente pubblicata da UNI, Ente Nazionale Italiano di Unificazione, la nuova norma internazionale di certificazione della qualità del professionista “naturopata’”, che serve un pubblico in continua espansione in Italia e valutato con una consistenza di molti milioni di utenti. Tale norma è la prima a livello mondiale sulla naturopatia e nasce in Italia. Di ritorno dal congresso Naturfiera di Catania, dove è stata presentata questa innovazione fondamentale per il mondo delle professioni senza albo italiane, il presidente di Assoconsumatori, Niccolò Eusepi, ha affrontato i problemi più generali del settore della naturopatia e dei prodotti omeopatici in Italia.

“Il Governo Monti- ha ricordato Eusepi – ha imposto una tassa giudicata esagerata ed incongrua per la registrazione dei prodotti omeopatici presso l’AIFA Agenzia del Farmaco. La denuncia è stata più volte lanciata anche dai produttori del settore, secondo cui questa tassa è insostenibile e rende di fatto irreperibili alcuni prodotti nel nostro Paese e finisce per spingere all’acquisto dei prodotti all’estero tramite internet con evidenti rischi per la salute”.

aaa44aaaIl rischio viene ricordato è che si voglia consegnare l’omeopatia interamente al settore medico ed alla cosiddetta medicina d’intervento. Lo Stato, insomma, vorrebbe considerare il medicamento omeopatico alla stregua di un farmaco ed uniformarlo ai criteri delle altre normali registrazioni.

Questo, sostiene Assoconsumatori, costituirebbe un fatto gravissimo. Non solo per i costi proibitivi richiesti da una registrazione come farmaco, i cui costi finirebbero per essere scaricati sui consumatori, ma anche e soprattutto perché deve ritenersi davvero un inutile e pretestuosa intrusione e manipolazione a danno degli utenti nel campo della naturopatia e del suo sviluppo. Da un lato, infatti, l’impatto di rischio del farmaco omeopatico sulla salute è vicino allo zero (sono diluizioni infinitesimali di principi naturali), ma soprattutto l’omeopatia per sua natura non può in alcun modo adeguarsi ai protocolli scientifici utilizzati per la registrazione dei farmaci.

Un altro duro colpo all’omeopatia viene dall’allargamento anche a questi tipi di prodotti del diritto annuale fisso di 1000,00 euro fissato con decreto ministeriale nel marzo scorso per i farmaci. Il fatturato delle aziende omeopatiche in Italia non supera i 180 milioni di euro (le aziende associate a Omeoimprese, che rappresentano il 90% del mercato, hanno fatturato complessivo di poco più di 162 milioni di euro nel 2011) ed i prodotti in vendita sono stimati in circa 30 mila. aaa66aaa panniSalta agli occhi, allora, la sproporzione dei 30 milioni di euro di diritto annuale che le aziende dovranno versare a partire dalla registrazione dei medicinali omeopatici

“Appena abbiamo saputo dell’inserimento di questa disposizione ci siamo mossi con il Ministero” – afferma Fausto Panni, presidente Omeoimprese – e abbiamo fatto presente che il diritto annuale così come concepito implicherà la chiusura di molte aziende italiane produttrici e distributrici di medicinali omeopatici. Abbiamo volutamente evitato di alzare i toni, ma ora che il decreto è stato approvato, e da quanto sappiamo le nostre richieste non sono state prese in considerazione, ci chiediamo se sono state valutate attentamente le conseguenze della norma”.

Il mercato dei medicinali omeopatici è caratterizzato da una richiesta di prodotti in quantità estremamente ridotte ma altamente diversificata. Storicamente questa medicina nata in Europa comprende numerose formulazioni e presentazioni dello stesso prodotto, per rispondere alle esigenze terapeutiche dei medici per i loro pazienti, e le aziende cercano di rispettarle offrendo un ampio, ma non sempre retribuito, listino.

“Chiediamo equità – dice ancora Panni – e importi compatibili con i volumi del mercato e con la crescita e lo sviluppo dell’omeopatia che una recente inchiesta Doxa ha confermato interessa più di un terzo della popolazione italiana, di una realtà industriale che non solo offre più di 1000 posti di lavoro, ma ha anche migliaia di medici prescrittori e milioni di utilizzatori”.

Luca Marco Massidda