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Artiste americane alla nuova “Ecos” di Roma

Artiste americane alla nuova “Ecos” di Roma

Ecos. Una nuova galleria che si colloca in una realtà ricca e complessa com’è la città di Roma, con una fisionomia propria e una originale identità di prospettive e di orizzonti. Si trova in Via Giulia, una delle più belle strade nel cuore di Roma. Uno spazio aperto e libero, capace di ospitare artisti italiani e stranieri, pronto a contaminare la dimensione della figuratività con quella delle altre forme espressive, a partire dalla musica alla parola. Disponibile a misurarsi con le frontiere delle nuove arti visive, impegnata ad attrezzare i suoi spazi nel modo più funzionale e propositivo.

Il nome, Ecos, è, elementarmente, l’acronimo dei nomi dei tre soci; ma l’eco e gli echi (in questa irregolarità ortografica tra singolare e plurale) sono anche i riverberi, le conseguenze, l’andare e tornare di suoni e voci. Con una piccola, felice coincidenza: giacché nel latino medievale la parola “eco” veniva scritto anche “Icon”, così prossimo alla radice di “immagine” e “disegno”. Echi di icone antiche, ma che si stanno dimostrando, modernissime e innovative

ecos2 gallery 1[3]Ecos Gallery ha avviato in quest’ultimo periodo un nuovo programma artistico dedicato alla giovane pittura americana. Si tratta di due mostre (tra loro consecutive), scelte e curate da Pia Candinas. La prima mostra Silent Interactions dedicata alle opere pittoriche di Gina Hoover (1990) inaugurata il 17 aprile con finissage il 14 maggio e la seconda di Jamie Felton (1986), dal titolo “Abstration and Freedom”, inaugurata il 21 maggio.

Entrambe le artiste si sono formate alla prestigiosa Tyler School of Art di Philadelphia, negli Stati Uniti, e alla sede romana della Temple University, che accoglie la Tyler di Philadelphia. Entrambe sono legate alla conoscenza e alla tradizione della pittura classica e contemporanea.

Gina Hoover con i suoi Facebook-ritratti ha cercato a modo suo di raccontare le vicende umane del mondo di oggi, inventando una “galleria di personaggi” misteriosi ed un po’ disturbati. Una serie di ritratti in formato cartolina postale, sapientemente giocati con pennellate sicure attraverso l’uso di colori e sfumature che ricordano i padri del modernismo. Non assente un certo sguardo ironico da parte dell’autrice che ci fa sorridere e apprezzare il suo modo di porsi di fronte alla realtà degli attuali rapporti nei social network!

ecos1 gallery2[3]Jamie Felton, artista dai molteplici linguaggi tutti legati all’astrazione liberamente sperimentata, in questa sua prima mostra romana espone un insieme di lavori che incuriosiscono per la loro sperimentazione e per l’effetto visivo prodotto dai materiali usati, come il gesso, la sabbia, il legno, la stoffa, ma anche la pittura ad olio perchè la Felton è soprattutto pittrice.

Lavori d’impatto, di grande freschezza, legati a differenti stati emotivi che comunicano a volte una certa inquietudine e una volontà da parte dell’artista di superare i limiti stessi della materia. In una sorta d’insoddisfazione controllata. In altre opere si assiste ad una pacificazione, a momenti di lirismo ben orchestrati attraverso la giusta scelta dei colori e l’uso di velature e giustapposizioni che fanno entrare lo spettatore in profondità in spazi calmi e poetici.

Sia Gina Hoover che Jamie Felton appaiono artiste sicure e rigorose, mosse entrambe da un desiderio di ricerca e sperimentazione, a volte più intimista, altre più estroverso, ma sempre guidate da una grande libertà interiore, forza, freschezza e coraggio.

Siamo lieti che in tempi così complessi e difficili Roma possa ancora essere meta privilegiata per giovani artisti che scelgono di soggiornarvi, di studiare e a volte di eleggere la città come luogo di residenza. Una tradizione antica e ininterrotta che a partire dal ‘700 a oggi ha visto nella capitale artisti prima europei, poi americani. E in tempi più recenti, attraverso un’apertura e una mobilità contemporanea, provenire da ogni parte del mondo per fermarsi in Italia e a Roma. In cerca d’ispirazione, attraverso l’apprezzamento e lo studio del nostro patrimonio storico artistico e culturale.

Donatella Vici Buttiglione