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Verso la liberalizzazione delle droghe? I latino-americani stanchi di pagare il prezzo più alto dei “vizi” occidentali

Verso la liberalizzazione delle droghe? I latino-americani stanchi di pagare  il prezzo più alto dei “vizi” occidentali

Una notizia che avrebbe del clamoroso, se fosse confermata: a breve, potrebbe cambiare l’intera politica mondiale nei confronti delle droghe, fino ad oggi considerate illecite e combattute in maniera indiscriminata.
Gli stati dell’America Latina sono arrivati, infatti, al convincimento che loro stanno pagando il prezzo più alto di una strenua lotta con la quale, però, non è stato raggiunto alcun successo sostanziale.
I risultati di uno studio commissionato dall’Organizzazione degli stati americani, OAS, in occasione del summit dell’anno scorso, di Cartagena, in Colombia, cui partecipò anche il Presidente statunitense Obama, hanno aumentato lo sconforto dei principali leader latino americani.

Tutti gli ingenti investimenti messi in campo, in termini finanziari, d’armamenti e di vite umane, per sostenere le cosiddette “ guerre” al narco traffico non hanno spostato i termini del problema, dopo decenni di divieto totale e di politiche repressive verso l’uso di qualunque tipo di droga. doga2 policia-encauta-cocainaIl disappunto dei responsabili di tutti i paesi del sud e del centro america è reso ancora più acuto dalla constatazione che negli Usa e in Europa, intanto, non è diminuita minimamente la richiesta di droghe di ogni genere.

Questo, mentre i contadini, le popolazioni, eserciti e polizie pagano un prezzo altissimo in termini di vite umane, attentati, distruzione di raccolti, criminalità endemicamente diffusa. A cosa servono i nostri sforzi, chiedono i centro ed i sud americani, contro i cosiddetti “cartelli della droga” il cui mercato vero, però, si trova principalmente nei paesi più ricchi?

In una situazione tesa, anche sul piano delle relazioni diplomatiche, “The Guardian” di Londra, arriva ad annunciare che questa settimana si terrà un vertice urgente tra i responsabili dell’amministrazione Obama e rappresentanti dei governi europei per esaminare il da farsi, di fronte ai termini perentori usati dai latino americani. Secondo il quotidiano britannico, non è escluso che si gettino, così, i primi passi per un completo cambio di strategia a livello globale.

droga33Cosa che, in parole povere, significa cominciare a prendere in considerazione la possibilità che ci si incammini verso una progressiva liberalizzazione dell’uso delle droghe. Questo, da sempre, è considerato da varie parti l’unico modo per eliminare alla radice un fenomeno diventato una voce rilevante dell’economia mondiale e la principale causa dello sviluppo di tutte le mafie organizzate nel mondo.

Già più di venti anni fa lo sostenevano in Italia Marco Pannella ed Emma Bonino. In Gran Bretagna, persino “The Economist” assunse un atteggiamento possibilista in tal senso, anche sulla scia d’analoghe riflessioni cui erano giunti i vertici di Scothland Yard, la polizia britannica. La tesi era che, come già dimostrato ai tempi del proibizionismo negli Stati Uniti, l’unico modo per eliminare il mercato illegale degli stupefacenti fosse quello di depenalizzare in tutto o in parte il consumo personale di droga e di passarne il controllo alle autorità ufficiali.

Si tratterebbe, insomma di estendere alle droghe la stesse norme vigenti in materia di vendita e consumo di sigarette e di alcolici. Ovviamente, con la considerazioni dovute alle specifiche loro diverse peculiarità.
José Miguel InsulzaIl messaggio dei latino americani, in ogni caso, è chiaro: non ce la facciamo più. Siamo intenzionati a gettare la spugna.

Sentono di essere giunti al punto in cui non esistono più le condizioni per “sostenere gli ingenti costi umani e sociali derivanti- dice José Miguel Insulza, Segretario Generale dell’OAS, non solo dall’uso delle droghe ma anche dal contrasto alla produzione ed al transito delle sostanze stupefacenti”.

Insomma, si è di fronte alla presa d’atto di un insuccesso totale. La reazione è semplice: che statunitensi ed europei se la vedano loro. Loro che, con mercati sempre famelicamente alla ricerca di droga, consentono lo sviluppo di giri d’affari spaventosi e di organizzazioni“ para militari” più potenti di molti singoli stati.
Questi non sono più in grado di condurre una battaglia ad armi impari contro veri e propri eserciti di criminali in grado di spartirsi un enorme fiume di denaro.

Beatrice Zamponi