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Usa: prove di marcia indietro sull’aborto Legge del Congresso ne restringe i tempi

Usa: prove di marcia indietro sull’aborto  Legge del Congresso ne restringe i tempi

Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato la legge che vieta l’aborto a partire dalla 20 esima settimana di gravidanza. Si tratta della più decisa restrizione dei tempi decisa dal Congresso nell’arco dell’ultimo decennio. Il voto è stato di 228 a 196. E’improbabile, però, che il provvedimento finisca per essere approvato definitivamente. Voluta dei repubblicani, infatti, deve passare ora al vaglio del Senato che è in mano ai democratici. Rischia, inoltre, il veto da parte della Casa Bianca. E’ però una cartina di tornasole molto importante in vista delle elezioni di medio termine previste per il 2014
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Il voto è stato controverso per entrambi gli schieramenti: sei repubblicani hanno votato con i democratici, contro, e sei Democratici con i repubblicani, a suo favore. La discussione parlamentare si è svolta sotto l’effetto del processo che portato alla condanna di Kermit Gosnell, il medico abortista di Philadelphia, condannato lo scorso mese per omicidio di primo grado, per aver procurato la morte di tre bambini appena nati nella sua clinica. Il dibattito ha riguardato soprattutto il momento in cui deve essere considerato che il feto diventa realmente una persona.

abortousa9Nel 1973 la Corte Suprema con la decisione Roe contro Wade, stabilì che gli aborti possono essere eseguiti fino al punto in cui un medico determina l’evoluzione del feto. Cosa che avviene generalmente entro le 24 settimane dagli inizi della gestazione. Dopo questo punto, il governo può vietare la procedura a condizione che siano assicurate le garanzie sufficienti per la salute della madre.

Marjorie Dannenfelser, presidente della Susan B. Anthony List, un comitato di azione politica antiabortista, ha parlato di voto “storico”. “Per la prima volta dal Roe contro Wade proteggeremo la vita dei bambini”, ha commentato soddisfatta.

Il voto segue una legislazione antiabortista cha ha guadagnato proseliti tra molti governatori dei diversi stati Usa. Quest’anno ben 14 membri di loro, Alabama, Alaska, Arkansas, Colorado, Georgia, Indiana, Kansas, Missouri, Mississippi, Montana, North Dakota, Oklahoma, South Dakota e Utah, hanno introdotto un insieme di ben 32 provvedimenti che impongono nuove restrizioni sugli aborti.

Zoe Lofgren, impegnata donna “politica” e avvocato statunitense di origine svedese, dalla California, da dove ha seguito la posizione dei Democratici, ha definito il voto “un attacco ingiustificabile sulle nostre libertà costituzionali.”

Veronica Gabbuti