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Un mare di critiche a Obama per lo spionaggio telematico

Un mare di critiche a Obama  per lo spionaggio telematico

Le rivelazioni del “The Guardian di Londra”, arricchite da nuove notizie, stanno mettendo in gravissimo imbarazzo l’amministrazione Obama. Lui che era l’alfiere di Internet e che ne ha ricevuto un supporto formidabile, autorizza il controllo sistematico di tutto ciò che privati cittadini fanno sulla rete? Da non crederci. Un portavoce della Casa Bianca, credendo di metterci una toppa ha fatto vedere meglio il buco: ”Le leggi che regolano tali ordini sono in vigore da parecchi anni e sono di vitale importanza per proteggere la sicurezza nazionale”.

Dianne Feinstein, presidente democratica della commissione sui servizi segreti del Senato, ha detto che l’ordine del tribunale alla società telefonica Verizon di controllare tutte le conversazioni in maniera indiscriminata era in vigore da sette anni. “La gente vuole la patria al sicuro”, ha detto la Feinstein alla quale, evidentemente, non erano ancora giunte alle orecchie le proteste di molti suoi compagni ed elettori di partito.

controllorete15 udallE’ il caso di Mark Udall, democratico, nella stessa commissione del Senato: “Questo tipo di sorveglianza su larga scala dovrebbe riguardare tutti noi e gli americani la trovano scioccante”. L’ex vice-presidente Al Gore ha definito la “sorveglianza generalizzata ” come “oscenamente scandalosa”.

Intanto, sembrano proprio cadere dalle nuvole le principali aziende della Silicon Valley. Loro non sapevano niente di quello che è già definito lo scandalo “PRISM”. Il tutto è esploso grazie al “The Guardian” di Londra che ha pubblicato documenti molto riservati. Microsoft, Yahoo, Google, Facebook, Paltalk, AOL, Skype, YouTube, Apple. Sono tutti citati in un documento pubblicato dal giornale londinese in cui la National Security Agency conferma che è stata imbastita una gigantesca opera di controllo, oltre che delle telefonate, anche delle e-mail, conversazioni chat, chiamate vocali ed altro. Il tutto, ovviamente, previo “accesso diretto dai server di questi fornitori di servizi degli Stati Uniti. Cioè quelli appena citati.

Il programma di intercettazioni è dettagliato in forma di diapositive di PowerPoint. Ognuna delle 41 diapositive nel documento evidenzia i loghi aziendali delle società tecnologiche che partecipano al programma Prisma. Tuttavia, gli alti dirigenti delle società coinvolte telefoni60 verizonnegano ed hanno confermato di non aver mai autorizzato l’accesso diretto ai server da parte di qualsiasi agenzia governativa. Si tratta, allora, di un’opera di spionaggio condotta senza l’autorizzazione delle società?

Un portavoce di Apple ha detto che la società non ha mai sentito parlare di Prisma e che i dati possono essere ottenuti solamente sulla base di un’ordinanza del tribunale. Joe Sullivan, responsabile della sicurezza di Facebook, ha detto lo stesso: “Quando Facebook è chiesto per i dati o le informazioni su individui specifici, noi esaminiamo attentamente ogni richiesta in tal senso nel rispetto di tutte le leggi applicabili, e forniamo informazioni soltanto nella misura richiesta dalla legge.”

“Google – così suona una dichiarazione ufficiale – si preoccupa profondamente per la sicurezza dei propri utenti. Divulghiamo i dati al governo in conformità con la legge, ed esaminiamo attentamente tutte le richieste. Google non ha una ‘porta’ che consenta al Governo di accedere ai dati degli utenti privati. ” Quelli di Microsoft e di Yahoo non sono stati da meno.

Gianluca Scialanga