UltimaEdizione.Eu  > 

Tel Aviv: 1200 nuove abitazioni per i coloni A rischio le trattative di pace. Cosa faranno gli Usa?

Tel Aviv: 1200 nuove abitazioni per i coloni  A rischio le trattative di pace. Cosa faranno gli Usa?

1200 nuove abitazioni saranno costruite dagli israeliani a Gerusalemme est e in Cisgiordania. Subito i palestinesi, polemicamente, hanno risposto dicendo che, evidentemente c’è chi, a Tel Aviv, fa di tutto per sabotare i tentativi di far decollare la trattativa di pace.

John Kerry, il Segretario di Stato americano, è riuscito faticosamente a far incontrare le parti per la prima volta dopo tre anni a Washington. Nessuno si faceva soverchie illusioni, ma nessuno pensava neppure che a Tel Aviv si prendesse una decisione destinata a far dissolvere completamente ogni speranza, quando i colloqui non sono neppure entrati nel vivo.

Il negoziatore palestinese Mohammad Chtayyeh ha detto che Israele, con una decisione del genere, dimostra di non prendere “ seriamente i colloqui di pace” ed avrebbe, invece, l’intenzione di distruggere “le basi d’una soluzione pacifica per la nascita di uno Stato palestinese”

La questione di Gerusalemme, considerata da entrambi le parti la propria capitale, lo stop agli insediamenti di coloni israeliani ed il ritorno dei profughi palestinesi, costituiscono i tre principali punti di dissidio. Kerry era comunque riuscito a convincere i palestinesi a sedersi al tavole delle trattative senza la richiesta di precondizioni, anche se Mahmoud Abbas, leader dell’Autorità nazionale palestinese, si era in precedenza sempre rifiutato di riprendere i colloqui di pace senza uno stop ai nuovi insediamenti ebraici.
netanyahu
Si tratta ora di vedere come reagiranno gli Stati Uniti che non hanno alcuna intenzione di far deragliare il convoglio delle trattative. Si tratta anche di vedere la reale posizione di Netanyahu che era segnalato da venerdì scorso ricoverato in ospedale perché sottoposto ad una operazione di ernia e che, quindi, potrebbe non avere neppure partecipato alla formulazione della decisione che tanto sta irritando i palestinesi.

John Balcony