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Sulla vicenda Telecom si stracciano tutti le vesti. I capi non dissero loro niente, a suo tempo, quando é stato preparato il disastro?

Sulla vicenda Telecom si stracciano tutti le vesti. I capi non dissero loro niente, a suo tempo, quando é stato preparato il disastro?

E’ davvero incredibile assistere al balletto di queste ore sulla vicenda Telecom. Tutti scoprono che c’è qualcosa che non va. Ammesso che, poi, sia vero. Siamo in Europa dove c’è libera circolazione di idee, uomini e capitali. Anche libera circolazione dei problemi, ci sarebbe d’aggiungere. Soprattutto, quelli creati da una classe dirigente spesso miope, ignorante e, in alcuni casi, “venduta” al miglior offerente, anche se “straniero”.

Politici del Pdl e del Pd si stracciano le vesti perché la Telecom va a finire in mano a Telefonica. Negli ultimi 15 anni, cioè da quando fu fatta la privatizzazione che regalò la principale compagnia telefonica agli Agnelli, con appena lo 0,7 per cento di capitale, poi a Colaninno e soci e, poi, a Tronchetti Provera e così via dicendo, chi ha comandato in Italia? Uomini del Pd e poi del Pdl, anche se i lor partiti, allora, si chiamavano in altro modo.

Pure i sindacati fanno dichiarazioni di fuoco. Dove eravate?, ci sarebbe da chiedere senza astio. Ci sentiremmo rispondere: a difendere i posti di lavoro. A nostra volta potremmo ribattere: li avete difesi in modo che oggi arrivasse Telefonica. Se non fossero stati gli spagnoli sarebbe stato qualcun altro. Che ci vogliamo fare?

Queste anime candide, in queste ore, si chiedono angosciate che fine farà la telefonia italiana e dimenticano che ogni cambiamento di proprietà della Telecom è stata scandito da un cambio di maggioranza in Parlamento. Sono proprio anime candide a parlare, o degli smemorati, o dei mascalzoni? Intellettualmente ragionando, s’intende.

Di sicuro ridicoli ed opportunisti che pensano di infinocchiare proprio tutti. A partire dai loro elettori cui non raccontano tutta intera la verità.

Berlusconi - Prodi- D'Alema

Berlusconi – Prodi- D’Alema


La Telecom a Telefonica gliela stanno regalando loro. Il dono è, sì, materialmente effettuato oggi, ma le premesse sono state radicate nel tempo che fu dai loro capi. Che si chiamino Berlusconi, Prodi, D’Alema, poco cambia.

Lo stesso diremo tra qualche tempo per l’Alitalia. Un vero e proprio “biscottificio” nazionale. Dove i “biscotti” prodotti, per dirla alla romana, sono delle grandi fregature date ai contribuenti italiani. La retorica dei “capitani coraggiosi” celava operazioni poco commendevoli su cui un giorno si dovrà pure dire come stanno le cose. Se ci aggiungiamo le spese folli per Malpensa ed il resto, ci sediamo affranti.

Chi osava criticare le operazioni che riguardavano i nostri cieli veniva sbeffeggiato da tutti. Anche dai sindacati. Impegnati, ovviamente, nella difesa dei posti di lavoro. Peccato che anche in quel caso non hanno ragionato, né accettato critiche, sul modo con cui, allora, venivano difesi posti di lavoro destinati a scomparire oggi.

Il conto Alitalia, comunque, lo pagano gli italiani. L’incasso lo faranno i francesi, oltretutto avendogli noi, a suo tempo, fatto risparmiare una montagna di quattrini. Ma loro coglieranno solo i frutti della nostra dabbenaggine. O meglio, della dabbenaggine di chi volle farci spendere per mantenere in piedi il gridando “l’italianità” dell’Alitalia, azienda, per altro, già abbondantemente rovinata da italianissimi dirigenti, da italianissimi politici ed anche da sindacalisti italiani. Delle mira nascoste di chi, forse, alla fine era solamente preoccupato di aiutare Air One di Carlo Toto, e via discorrendo. Ne riparleremo!

Adesso il Copasir, la Commissione Parlamentare sui Servizi segreti, scopre che la Telecom è una infrastruttura “delicata”, se non addirittura strategica, perché gestisce le comunicazioni degli italiani. Premettiamo che siamo appena stati informati che i servizi segreti esteri scorrazzano liberamente anche tra le nostre telefonate, le mail e le chat. Oppure al Copasir non hanno mai sentito parlare del grave scandalo che, nelle settimane scorse, hanno suscitato le rivelazioni di un certo Edwar Snowden con tutte le scomode “verità” riversate al “The Guardian” di Londra. Dove erano i nostri “leoni” italianissimi a protestare con chi ha fatto e sta continuando a spiare le nostre comunicazioni?
alitalia air one
Ci stiano avvicinando, anzi, stiamo oltrepassando il ridicolo solo per occupare qualche riga su fogli di giornale destinati a finire al macero come una parte dell’attuale classe dirigente che non ha il coraggio neppure di dire abbiamo sbagliato. O almeno: abbiamo contribuito un po’ tutti a sbagliare. Proviamo a non farlo più.

A partire dalle nuove privatizzazioni verso cui ci sta portando la situazione politica economica dell’Europa e del Paese.

Non siamo, infatti, in grado di restare adeguatamente nell’Euro. Il nostro debito pubblico aumenta invece di diminuire. 20 anni fa avevamo superato il Regno Unito ed eravamo diventati la quinta potenza economica al mondo preceduti solo da Usa, Giappone, Germania e Francia. Oggi, ci hanno distanziato di gran lunga un pò tutti. Oggi gli altri intravedono la ripresa. Noi ne parliamo solo sui giornali… e solo della ripresa degli altri. Dello stare in Europa stiamo solo incassando il peggio. Neppure pensiamo di uscirne perché non abbiamo alcun “traghettatore” all’altezza.

Sembriamo condannati a rimanere in un eterno “limbo” di sudditanza politica e psicologica. Per questo le privatizzazioni saranno inevitabili. Qualcuno proverà a farle come è stata fatta quella della Telecom o quella dell’Alitalia. I bocconi buoni agli amici. Quelli costosi ed indigesti sui conti pubblici.

Abbiamo scoperto che anche una persona capace come Franco Bernabè, il Presidente di Telecom, ha saputo tutto dai giornali. Gli vendono la poltrona e lui lo legge sui giornali.

Franco Bernabè

Franco Bernabè


Ci vogliamo credere? In Italia, del resto, ci fanno tutto “all’insaputa”. E nessuno sa mai niente. Neppure che gli comprano una casa e lui si ritrova proprietario! Una domanda sorge spontanea. E’ comprensibile che non tutti abbiano lo stomaco per sopportare lo spionaggio a tappeto organizzato dai vertici dalla stessa Telecom ai tempi di Tronchetti Provera. E per questo il garbato Bernabé andrebbe apprezzato. Ma un’informatina tra amici? Una lettura del Financial Times, ogni tanto?

Un’ultima notazione. Siamo, come abbiamo detto, in Europa e molto probabilmente neppure i nostri 007 riusciranno più a fermare gli acquirenti. Ma se una domanda ci dobbiamo fare non potrebbe riguardare proprio gli acquirenti? Soprattutto se è vero che hanno più debiti di Telecom… A che gioco giochiamo? Chi é che sta dando le carte?

Giancarlo Infante