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La colf straniera del ministro britannico dell’Immigrazione non ha il permesso di lavoro e lui si dimette. Dimissioni e sostituzione all’istante senza scuse e “non sapevo”. E’ accaduto a Londra, non su Marte

La colf straniera del ministro britannico dell’Immigrazione non ha il permesso di lavoro e lui si dimette. Dimissioni e sostituzione all’istante senza scuse e “non sapevo”. E’ accaduto a Londra, non su Marte
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Tutto il mondo è paese, è abitudine dire. Ma accade anche che non sempre sia così. Ben lontano dall’Italia, ovviamente. E’normale che dimissioni all’istante da ministro avvengano non appena si scopre che la cameriera straniera lavorava nella sua casa senza il permesso di lavoro. Ma il ministro è inglese, non italiano, e guarda caso pure a capo del dicastero dell’immigrazione. Ma da noi non sarebbe certo stato così, tranquilli. Mark Harper, invece, non appena la “brutta storia” viene alla luce, rimette immediatamente il mandato nelle mani del premier britannico David Cameron. Senza abbozzare giustificazione, tralasciando i “non sapevo” tanto di moda in casa nostra. E magari non sapeva davvero, poveretto. Ma aveva sbagliato comunque, e doveva dunque pagare. Così se ne è andato senza batter ciglio, evitando piagnistei e 1harper4 cameronpatetici proclami di innocenza. Il Premier Cameron ha accettato all’istante le dimissioni, senza riserve, distinguo. Solo con un generico “rammarico”, sincero per quanto accaduto al collaboratore di governo e soprattutto amico. Basta, capitolo chiuso, pagina voltata.

La notizia è stata confermata da Downing Street con la precisazione che Harper rimarrà comunque deputato E che il suo posto di ministro è già stato assegnato al consevaore James Brokenshire. A Londra anche i rimpasti si fanno rapidi, veloci, senza tante discussioni e storie.

1harper7E dire che si è trattato di una questione più che delicata. Quello dell’immigrazione illegale è stato tra i principali cavalli di battaglia di Cameron durante la campagna elettorale: Una questione sempre aperta, pronta a ogni istante a esplodere con virulenza incontrollata proprio dall’ala più conservatrice del suo partito conservatore. Gli esponenti più agguerriti, infatti, continuao a sventolare sotto il naso del premier foglietti che aumentano di numero di settimana in settimana con i dati di continuo aggiornati sulla disoccupazione, continuando a chiedere “strette” alle entrate per lavoro in Gran Bretagna anche dei cittadini comunitari, e meno sostegni pubblici per tutti gli immigrati, non solo extraeuropei.

Enrico Massidda

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