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Nonostante le sentenze della Cassazione su Ustica lo Stato non vuole risarcire le vittime della strage e di una delle pagine più buie della storia d’Italia

Nonostante le sentenze della Cassazione su Ustica lo Stato non vuole risarcire le vittime  della strage e di una delle pagine più buie della storia d’Italia

La notizia colpisce. I familiari delle vittime sono scandalizzate. I morti dell’aereo Itavia abbattuto 34 anni fa tra Ponza ed Ustica sono destinati a non avere mai pace.  L’avvocato dello Stato Maurilio Mango ha, infatti, chiesto alla Corte d’appello civile di Palermo di annullare il risarcimento concesso a 18 familiari delle vittime della tragedia e di condannarle alle spese giudiziarie.

Raccontato il fatto é inevitabile rimanere sconcertati come cittadini ed esseri umani. Ad un profano sembra giungere la conferma che per lo Stato, quando si tratta di riconoscere le proprie responsabilità e risarcire, anche le sentenze della Cassazione diventino carta straccia. In questo caso, poi, siamo di fronte ad una delle vicende più buie della storia dell’Italia moderna e di cui sono stati purtroppo responsabili anche uomini delle nostre istituzioni.

Dopo anni ed anni di indagini e sentenze (l’ultima è quella della Suprema corte n° 23933 depositata il 22 Ottobre 2013 che aveva sancito gli obblighi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Presidenza del Consiglio e del Ministero della Difesa) con le quali si è accertato il fatto che l’aereo è stato abbattuto da un missile, l’avvocato Mango sostiene  che le “ricostruzioni giudiziarie e mediatiche siano state talvolta macroscopicamente influenzate dal progressivo formarsi e consolidarsi di un immaginario collettivo che ha individuato la causa del disastro nell’ abbattimento dell’aeromobile da parte di un missile, con la conseguente responsabilità delle amministrazioni derivante dall’omesso controllo dello spazio aereo”.

Un profano si chiede se questo giudizio possa essere espresso anche per i pronunciamenti dei tribunali italiani e della Corte di Cassazione.

Un profano è portato a chiedersi da chi riceva disposizioni questo avvocato Mango che non è un avvocato qualsiasi e che non agisce per conto di un cliente qualsiasi? Avrà avuto, infatti, un ben preciso incarico da due ministeri e dalla Presidenza del Consiglio i quali, oltre a preoccuparsi di non spendere i soldi per i risarcimenti, perché di questa meschinità si tratta, dovrebbero pure essere i primi  a rispettare chiare e definitive sentenze uscite dalla Cassazione e a non violare la legge in materia di “lite temeraria”.

Un profano è tentato di chiedersi: ma questi signori capiranno mai che in ogni caso usano, in qualche caso abusano, dei nostri soldi e che quindi è necessario qualche volta anche assumersi delle responsabilità politiche verso i cittadini e verso le “verità storiche” e fissate sulle sentenze della Cassazione.

I familiari delle vittime, intanto sono esterrefatti e ricordano che la stessa Avvocatura dello Stato nei vari processi che si sono svolti su Ustica “si è sempre spesa a sostegno della tesi del missile”.

Giancarlo Infante