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Nel Pd grande novità: Dario Franceschini è per Renzi segretario purché Matteo assicuri “unità” nel partito

Nel Pd grande novità:  Dario Franceschini è per Renzi segretario   purché Matteo assicuri “unità” nel partito

E’ una vera e provia “novità” quella annunciata da Dario Franceschini alla festa nazionale del Pd di Genova, ovvero che appoggerà Matteo renzi nel caso di una sua candidatura alla segretria del partito. Con un distinguo, non di poco conto. Un appoggio purché il giovane sindaco di Firenze assicuri l’unità del partito. Come dire, non gli concedo “carta bianca” per far ciò che gli pare. Il ministro dei rapporto con il Parlamento precisa appunto che “Matteo è un talento che va rispettato, ma che non deve dividere il partito. E Matteo ha dimostrato di saper intercettare la domanda di novità nell’elettorato e nel Paese”.

La presa di posizione di Dario Franceschini, di datto, rappresenta un vera e propria piccola rivoluzione all’interno del partito democratico. E non a caso viene dall’ala per così dire più di destra, ossia da quella componente ex democristiana, sia pure di sinistra, che assieme al suo grande amico premier Enrico Letta, alla Bindi ed altri è una delle determinanti e diverse componenti della variegata anima che compone di Pd.

aaafranceschini2 renziOramai per la segreteria, come pere il premierato, il partito democratico ha il suo candidato, sembra proprio senza troppe incertezze. E’ Matteo Renzi, e basta. E per Palazzo Chigi rimane ben saldo Enrico Letta. I talenti vanno utilizzati tutti. Franceschini non vuol soffrire come per Mazzola e Rivera nei gloriosi anni ’70 del calcio nazionale. Quindi scelta chiara. Ma potrebbe forse anche significare come la storica “staffetta” sia presa a modello per il futuro non lontano del Pd con i protagonisti già belli e designati?

A Bologna, in serata, Matteo Renzi alla festa felsinea del Pd promette poi solennemente: “Non mi candidato per togliervi il partito per per resituirvelo”. Un trionfo serale per Matteo nella città delle torri, applaudito da spellarsi le mani dagli oltre 800 intervenuti sotto il tendone centrale e dai tantissimi altri in piedi fuori davanti ai maxi schermi, senz’altro più di 5000. E insieme al sindaco Merola lancia l’appello all’unità. “Altrimenti facciamo il congresso dei sette nani”, dice rinnovando al segretario Epifani la richiesta di certezza appunto per la convocazione del congresso ai primi di novembre.

Poi, sull’uguaglianza davanti alla legge Matteo ne ha per tutti, Berlusconi compreso. E non potevaesser che così. “Quando le sentenze passano in giudicato – tuona dal palco Matteo – non ci devono essere aaafranceschini3 renzigiochetti: la vicenda Berlusconi è conclusa, non c’è spazio per i giochetti che sarebbero rispediti al mittente”. Ed esplode il boato.

Renzi sembra così definitivamente lanciato verso il successo finale di questa tappa importante della corsa del Pd. Per Fioroni nessun dubbio, “è il solo candidato”. Anche se qualcuno nutre perplessità, come la senatrice Anna Finocchiaro. “Penso che Matteo Renzi mi deve ancora convincere che non voglia fare il segretario del partito solo per fare il candidato premier – dice – perché penso che chi fa il segretario del pd deve dedicarsi anima e corpo al partito. Un Pd in cui la cultura della sinistra sia parte fondamentale”. La corsa ha superato la metà del percorso e Matteo è scattato da solo al comando, in fuga.

Enrico Massidda