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Michael Schumacher sempre in coma a Grenoble. Equipe italiana intervenuta per seconda operazione. Serio il rischio che non si riprenda più e rimanga in stato di “vita vegetale”

Michael Schumacher sempre in coma a Grenoble. Equipe italiana intervenuta per seconda operazione. Serio il rischio che non si riprenda più e rimanga  in stato di “vita vegetale”

Quando una banale caduta si trasforma in un dramma con la possibilità del “non ritorno”. Già, perché Michael Schumacher rischia di non risvegliarsi più dal coma in cui è piombato nella tarda mattinata del 29 dicembre 2013 dopo la caduta dagli sci sulla piste dell’Alta Savoia vicine al suo amato “buen retiro” di Meribel. Il sette volte campione del mondo di Formula 1 giace nel letto di una stanza del quinto piano del reparto di terapia intensiva neurologica dell’ospedale di Grenoble dove è stato ricoverato e dove ha ricevuto le prime cure. La stanza, all’esterno, è presidiata costantemente da due poliziotti per assicurare privacy e tranquillità in modo da difenderlo dai tanti “cacciatori di notizie”. I giorni passano, la somministrazione di sedativi è stata diminuita, così come è scesa leggermente la pressione intracranica provocata dal trauma subito e dall’emorragia.

1a9600 schumiMichael è un paziente non “trasportabile”. Nei giorni scorsi sarebbe anche stato sottoposto a un secondo intervento chirurgico al cervello, dopo la prima operazione subita già nelle prime ore dopo l’incidente. Sarebbe stata una equipe neurochirurgia giunta a Grenoble appositamente dall’Italia, sembra da Roma, a intervenire sul campione. Ma a quanto pare, senza sortire gli effetti sperati.

La preoccupazione dei medici è ora quella che il trascorrere del tempo in queste condizioni di immobilità e incoscienza faccia scivolare Schumacher in quella chiamata “sindrome apallatica”, che poi altro non è che lo stato vegetativo senza ritorno. La moglie Corinna, i figli e i più stretti famigliari sono informati del pericolo. E sanno pure che la vita del congiunto e padre è in ogni momento letteralmente appesa un filo. Il sistema immunitario del campione è estremamente debole e basterebbe l’insorgere di una banale polmonite per farlo morire. Anche se il professor Gerard Saillant, amico di famiglia e consulente dell’equipe medica che 1a9613 schumilo cura, smentisce le voci su presunte perdite funzionali per Michael.

Né ospedale né famiglia hanno più rilasciato comunicati ufficiali. La direzione ogni giorno lancia una email tramite web ai dipendenti per ricordare che “tutti sono tenuti al segreto professionale”, pena severe sanzioni, licenziamento compreso. Ma la speranza, come sempre, è ultima a morire, in primis nella moglie Corinna che dalle poche parole che pronuncia in pubblico si ascolta sempre, immancabile, “non ci arrendiamo”. E in proposito in ospedale medici e infermieri non si stancano di ricordare del ventinquenne francese in coma da tre mesi e ormai dato per spacciato che improvvisamente si è svegliato tra lo stupore di tutti e dopo pochi giorni ha fatto ritorno a casa senza conseguenze. In barba al pessimismo, tutti, comunque speriamo che a Michel Schumacher accada lo stesso.

Enrico Massidda