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Letta annuncia dagli Usa l’avvio della vendita dei beni pubblici. Si parte con Fincantieri e Terna

Letta annuncia dagli Usa l’avvio della vendita dei beni pubblici. Si parte con Fincantieri e Terna

Nel panorama politico italiano l’attenzione si punta sulla legge di stabilità che sembra non accontentare nessuno dai partiti che fanno parte del governo e ne tanto meno i sindacati. Si profila, dunque, un nuovo pasticcio che Enrico Letta dovrà cercare di districare al suo rientro dagli Stati Uniti dove ha incontrato nuovamente il Presidente Barack Obama.

Il Presidente del Consiglio, parlando alla Broking Institution, ha chiaramente avvertito che il nostro Paese deve continuare a tenere sotto controllo i conti evitando che il debito possa continuare a crescere.
Letta ha anche annunciato in terra americana, in una intervista al Washington Post. che intende promuovere una nuova azione di privatizzazioni da lui definita “un passo importante” per acquisire risorse affinché possa calare la pressione fiscale.

Pressione che nelle intenzioni del capo del Governo dovrebbe attestarsi “alla fine dei tre anni” al 43,3 per cento contro il 44,3 per cento di oggi. Nel piano illustrato da Letta si prevede, così, la cessione di Fincantieri e di una quota di Terna. Un’azione che dovrebbe essere favorita dallo stato attuale dei mercati che, a detta di Letta,”sarebbero pronti per comprare”.

Al suo rientro a Roma il Premier dovrà cercare di placare le critiche alla Legge di stabilità che sembra scontenti un po’ tutti. E su questo punto le parole del Presidente della Repubblica Napolitano appaiano non in grado di gettare acqua sul fuoco.

Il Capo dello Stato in un nota evidenzia come la “questione non sia vedere tanto quanto si stanziato o se si dovesse stanziare di più, ma nell’insieme su quali risorse si possa contare seriamente senza inventarci delle coperture fasulle”. E di rimando il ministro del lavoro Enrico Giovannini, parlando alla trasmissione Omnibus su la 7 avverte: “Se volessimo portare tutte le persone che sono a livello di povertà alla metà del livello in cui sono oggi servirebbe 1 miliardo e mezzo.
++ NAPOLITANO, SERVE ACCENTUATO SENSO RESPONSABILITA' ++
Tali risorse non sono state trovate nella Legge di stabilità, ma io continuerò a spingere il Parlamento a riflettere su questo. Ci sono soggetti che non usufruiscono degli ammortizzatori sociali e sono ai limiti della nostra società: questo non possiamo più accettarlo. L’Italia, con la Grecia, è l’unico paese che non ha un meccanismo di questo tipo e credo sia venuta l’ora di realizzarlo”.

Meno accomodanti i sindacati. E’ la Susanna Camusso, leader della CGIL, ad avvertire che “l’orientamento unitario è di fare lo sciopero contro la Legge di Stabilità del Governo. La decisione sarà presa lunedì”.
Ma è ancora il ministro Giovannini a mettere in evidenza che “”Se si vuole tagliare la spesa e restituire potere d’acquisto alle imprese e alle famiglie qualcuno si arrabbia, perché la bacchetta magica non esiste e come dicono gli inglesi ‘non ci sono pasti gratis…

”La crescita non la fa una Legge di stabilità – aggiunge – oltretutto ricordo che questo è un disegno di legge, che questa è la proposta del Governo che verrà discussa in Parlamento, quindi il percorso è ancora lungo e nulla è scritto sulla pietra”. E a chi critica il Governo di aver formulato una manovra poco coraggiosa, replica: ”Dovremmo invece essere apprezzati per non vendere fumo. Abbiamo tagliato la spesa pubblica in modo realistico – sottolinea – senza mettere numeri che poi non si possono realizzare e senza tagli lineari, che si è visto non hanno funzionato”.

Enrico Barone