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L’emergenza “esagerata” si è conclusa. L’Aurora Australis con a bordo i 52 della russa Akademik Shokalskiy ha ripreso il mare. Le altre due rompighiaccio non hanno più necessaità di assistenza

L’emergenza “esagerata” si è conclusa. L’Aurora Australis con a bordo i 52 della russa Akademik Shokalskiy ha ripreso il mare. Le altre due rompighiaccio non hanno più necessaità di assistenza

Come era nella logica dei fatti, l’Aurora Australia, con a bordo i 52 passeggeri che erano sulla nave russa Akademik Shokalskiy bloccata nel ghiaccio da Natale, ha ripreso il viaggio verso una base del suo paese a nord del circolo polare antartico, per poi proseguire verso Hobart, nell’isola di Tasmania. L’emergenza è finita, e pure il rompighiaccio cinese “Dragone delle nevi”, benché ancora per così dire intrappolato, non ha più necessità di assistenza. Come del resto la stessa Akademik Shokalskiy che entro pochi giorni sarà in grado di muoversi con i propri mezzi.

1auroraaustralis2Più che di un’emergenza si è trattato di un “disagio” per i passeggeri a bordo, amplificato a dismisura dai media di tutto il mondo nonostante non sussistesse alcun pericolo reale. In questo periodo dell’anno, infatti, pressoché in piena estate australe, i ghiacci del mare che circonda l’Antartide è destinato giorno dopo giorno ad assottigliarsi. Fino almeno all’inizio di febbraio, quando le condizioni climatiche cominceranno a mutare e i primi segni dell’autunno si cominceranno ad avvertire nel bianco continente. E’ soltanto dopo la metà di febbraio che il ghiaccio costituirà di nuovo un problema.

RomaSettRed