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L’Agcom batte un colpo e dice no al subdolo aumento delle telefonate da parte della Telecom. Clienti ribellatevi

L’Agcom batte un colpo e dice no al subdolo aumento delle telefonate da parte della Telecom. Clienti ribellatevi

Finalmente qualcuno si è mosso a fermare un’operazione vergognosamente irrispettosa dei clienti e che configura un surrettizio aumento dei prezzi da parte della Telecom delle carte telefoniche prepagate che, con il trucco escogitato ed introdotto alla zitta nei giorni scorsi, porta ad un aumento secco di quasi il 10 % del costo dei contratti delle carte prepagate.

L’Agcom contesta infatti la decisione unilaterale della Telecom di far scattare, a partire dal prossimo 2 agosto, anche per i vecchi contratti, la nuova fatturazione che non seguirà il tradizionale sistema mensile, bensì la scadenza delle quattro settimane. Un sistema in base alla quale, a fine anno, finiremo per pagare una mensilità in più.

E pensare che non dicevano niente a nessuno, neppure a quelli che da anni continuano a restare con Telecom senza neppure sapere il perché e senza avere in cambio un minimo di riguardo da parte di una azienda da cui non sono considerati clienti, ma solo limoni da spremere fino all’ultima goccia.

I laici e furbi dirigenti Telecom, cui manca assolutamente ogni senso di “custome care”, e pensare che dispensano inglese a tutto spiano nella loro propaganda, invece di moltiplicare pani e pesci hanno comunque moltiplicato i costi dei loro clienti guardandosi bene, per altro, di avvertirli adeguatamente.

Fortunatamente non tutti i “miracoli” riescono con il buco, anche se un sistema giornalistico complice di chi distribuisce pubblicità per milioni l’anno ha taciuto e continua a tacere. Clienti e lettori di giornali ribellatevi una buona volta!

Vediamo adesso cosa accadrà e come la Telecom, creata nei decenni dai soldi di noi italiani, prima che arrivassero gli eccezionali manager che ha avuto e che ha, risponderà all’Agcom la quale nel frattempo ha  passato la documentazione all’Antitrust per una valutazione sulla possibile esistenza di violazioni in materia di concorrenza.

E pensare che in Italia c’è  ancora qualche anima candida che crede che “privato” sia meglio di “pubblico”. Meglio per chi?

G.I.