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La Merkel da vita al suo terzo Governo. Il secondo da “grande coalizione”. Una donna alla difesa. Un’altra di origine turca alle politiche d’integrazione

La Merkel da vita al suo terzo Governo. Il secondo da “grande coalizione”. Una donna alla difesa. Un’altra di origine turca alle politiche d’integrazione

Il terzo governo dell’era Merkel, il secondo del tipo della cosiddetta “grande coalizione” tra democristiani e socialdemocratici del dopo muro,  è ormai una realtà in Germania. La presentazione è finalmente avvenuta  e il nuovo esecutivo vuole dare, secondo le intenzioni della Cancelliera, un senso di continuità. Sorprese non ve ne sono se si eccettua l’ingresso nella compagine governativa del vice presidente della Banca Centrale Europea Asmussen nella veste di sottosegretario al Lavoro. Asmussen vice di Mario Draghi era considerato come il mediatore tra il Presidente Draghi e l’intransigente capo di Bundesbank Jens Weidmann. Al neo sottosegretario spetterà il compito di gestire l’introduzione del salario minimo a 8,50 euro l’ora tra il 2015e il 2017.

A undici settimane del voto, forti del «sì» espresso da tre iscritti socialdemocratici su quattro («un grande successo» secondo Merkel), le larghe intese alla tedesca si danno un volto. Dieci uomini e otto donne, comprese la cancelliera e le ministre senza portafoglio. Età media leggermente superiore al precedente governo, intorno ai 54 anni. Sia la Spd, sia l’Unione di Cdu/Csu hanno cercato un mix di esperienza e volti nuovi per il governo,  ma tutti con una solida esperienza sulle spalle. Un esecutivo che, insomma, si prefigge l’obiettivo di durare,  ma che non vuole invertire la rotta sacrificando le riforme alla solidarietà. Un governo, come dice Merkel, che vuole rappresentare una garanzia per l’Euro e che vuole tenere fede agli impegni presi in ambito europeo.

Le novità riguardano solo gli spostamenti nell’ambito della Spd.Il ministro della Difesa Thomas de Maizierie è stato avvicendato con Ursula von Der Leyen, già ministra della Famiglie e del Lavoro,

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Von der Leyen, indicata come l’unica in grado di raccogliere l’eredità di Merkel, ginecologa e madre di sette figli, sarà la prima donna a guidare un esercito professionale, visto che solo di recente la Germania ha abolito la leva obbligatoria.

Sono due nomine minori a far puntare i riflettori sulla compagine governativa. Da una parte, la designazione di Aydan Ozogud all’integrazione. Si tratta della prima ministra di origine turca a la già citata di Asmussen quale sottosegretario al Lavoro

Enrico Barone