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La discarica del disonore di Roma: in arrivo nuova proroga per Malagrotta ma non c’è chi abbia i poteri di firmarla

La discarica del disonore di Roma:  in arrivo nuova proroga per Malagrotta  ma non c’è chi abbia i poteri di firmarla

Con l’arrivo della stagione calda l’emergenza rifiuti a Roma, e del resto ovunque, si fa pressante. Secondo la proroga firmata dal Commissario per l’emergenza rifiuti, Goffredo Sottile, il 28 dicembre scorso, la discarica di Malagrotta dovrebbe cessare di ricevere i rifiuti trattati il prossimo 30 Giugno. Roma, così, dal 1 Luglio, non avrebbe un posto dove scaricare i propri rifiuti. La soluzione sarebbe stata trovata con l’ennesima deroga destinata a prolungare l’utilizzo di Malagrotta per altri due o tre mesi, in attesa dell’individuazione di un nuovo luogo di raccolta.

Il problema fondamentale adesso è quello di individuare l’organo istituzionale che possieda poteri tali da concedere questa proroga. Quello di Goffredo Sottile, commissario nominato dal governo Monti, è un mandato con scadenza 7 luglio e, comunque, i suoi attuali poteri non gli consentirebbero di firmare atti di questo tipo. La Regione, dopo le già tre proroghe concesse, non può concederne altre. La soluzione più auspicabile sarebbe che l’attuale Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, prolunghi l’incarico di commissario per Sottile e gli assegni ulteriori poteri, in modo di metterlo in condizione di firmare la proroga per Malagrotta.

aaab70 cerroniUna cosa però é certa: sarà necessario individuare il sito per una nuova discarica entro tre o quattro mesi. Regione, Provincia e Comune, con la fine delle elezioni, hanno ricominciato la ricerca per individuare una nuova area, dopo l’esclusione della zona di Monti dell’Ortaccio. Terreni, guarda caso, anche questi di proprietà dell’onnipresente indiscusso re delle discariche, Malagrotta compresa; quell’arzillo avvocato 86 enne Manlio Cerroni che da anni ha fatto di rifiuti e “monnezza” il proprio colossale impero, e non solo in Italia.

Ma sarà molto difficile, un’impresa titanica, come insegna l’esperienza di questi anni. Oltretutto, protestare contro la presenza di discariche è diventata una malattia molto contagiosa. Nessuno le vuole sul proprio territorio. Urge un deciso cambio di rotta del Governo verso le “politiche ambientali” per affrontare in modo decisivo un problema comune a tutti i Paesi ma che in Italia si è trasformato in una vera e propria farsa. Chissà se in questa inerzia totale affidando una “mega consulenza” al riguardo proprio all’avvocato Cerroni, o meglio la direzione di un innovativo nuovo “ministero delle discariche”, non si possa riuscire a tirar fuori il povero ragno dal buco? Provocazione, boutade. Ma non si sa mai!

aaab80 closseoA Roma la raccolta differenziata ha di poco superato il 25 per cento del totale dei rifiuti prodotti: un risultato inadeguato sia per le medie europee, sia per gli investimenti che si sono resi necessari per avviare la differenziata. A tutt’oggi, Roma è priva di ogni progetto organico per lo smaltimento dei rifiuti.

In Germania, ad esempio, solo il 10 per cento dei rifiuti finisce in discarica. Nella capitale Berlino la raccolta differenziata è fatta porta a porta su scala condominiale. I supermercati addirittura pagano 0.25 euro a coloro che riconsegnano bottiglie di plastica e di vetro vuote e pulite. Un universo lontano anni luce dalla gestione romana dei rifiuti.

Nel frattempo, la Regione Lazio ha stanziato 70 milioni di euro da destinare al Comune di Roma per la realizzazione di un piano delle gestione dei rifiuti che, stando almeno alle promesse in campagna elettorale fatte dal nuovo Sindaco Marino, dovrebbe ricalcare il sistema del “porta a porta” tedesco.

Lorenzo Campanella