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Isis “vende” due prigionieri e pubblica richiesta di riscatto di un norvegese e un cinese catturati in Siria

Isis “vende” due prigionieri e pubblica richiesta di riscatto di un norvegese e un cinese catturati in Siria

ISIS ha messo “in vendita” due suoi prigionieri, un cinese e un norvegese, per i quali chiede un riscatto ancora meglio non specificato, a conferma dell’esistenza di un certo tasso di studiata follia nella strategia della comunicazione dell’organizzazione dei seguaci del Califfato islamico che vogliono farsi chiamare Daesh.

Fino ad oggi non si sapeva del fatto che un cinese ed un norvegese fossero stati presi ostaggi, ma ad Oslo, il primo ministro della Norvegia, Erna Solberg, ha confermato che un connazionale è stato catturato dal Daesh, ma sostenendo che “la Norvegia non paga riscatti”. Il rapito Ole-Johan Grimsgaard-Ofstad, collegato con l’Università di Trondheim recatosi in Siria lo scorso gennaio.

L’annuncio dei terroristi islamisti è inserito nell’ultimo numero della loro rivista in lingua inglese, Dabiq, distribuita su Twitter senza fornire alcun dettaglio su luogo e modalità della cattura dei due.

Sotto la fotografia di ciascuno di loro pubblicata da Dabiq c’è una macabra didascalia con la pubblicazione dei contatti da utilizzare per pagarne il riscatto e la precisazione che “l’offerta” ha una durata limitata.

Successivamente è stato identificato anche l’ostaggio cinese. Si tratta di Fan Jinghui, un consulente di 50 anni.