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Il via ai saldi dal 4 gennaio. Ma i negozi di molte città hanno già cominciato a vendere a prezzo ridotto anche se le previsioni sono decisamente nere

Il via ai saldi dal 4 gennaio. Ma i negozi di molte città hanno già cominciato a vendere a prezzo ridotto anche se le previsioni sono decisamente nere

Con il 4 gennaio partono i primi saldi del 2014. Ma in molte città c’è già chi, esaurita la 2spinta” degli acquisti di Natale, ha messo in vendita i propri prodotti a prezzo ridotto augurandosi che ciò possa aiutare alla ripresa dei consumi. Consumi, che nei primi dieci mesi del 2013 hanno registrato un calo del 2,2 per cento rispetto all’anno precedente. E le previsioni sono nerissime. In ogni caso, la data ufficiale di partenza dei saldi è fissata appunto per il 4 gennaio. Ma con qualche eccezione, come per la Campania, dove la vendita a prezzo scontato comincerà il 2 e per la Sardegna, dove per contribuire alla ripresa dai danni provocati dall’alluvione di novembre, l’apertura delle vendite a saldo era stata anticipata addirittura al 6 dicembre.

Per l’associazione consumatori Codaconos il futuro è molto brutto e prevede un calo nelle vendite a prezzo ridotto di almeno il 15 per cento. Ma quel che è peggio, sempre secondo il Codaconos, è che 1saldi3solo il 35 per cento delle famiglie italiane acquisterà “qualcosa” in periodo di saldi, con un calo delle vendite tra il 12,5 e il 40 per cento. Un’altra associazione, l’Adoc, che vuol dire Associazione difesa e orientamento dei consumatori,fornisce previsioni leggermente migliori, sebbene con trend nettamente negativo, attestando la media intorno al 15 per cento. Pressoché tutti concordi, invece, sulla tenuta del settore “abbigliamento di qualità”.

In ogni caso, la scelta di non lasciare liberi i commercianti di decidere autonomamente il periodo di saldi, come sull’esempio del Trentino Alto Adige, è fortemente contestata dalle associazioni consumatori. Il Codacons denuncia la violazione delle regole di otto negozi su dieci nelle grandi città adottando una 1saldi4miriade di iniziative al limite del sotterfugio nell’offrire merci e prodotti a prezzo scontato, inviando ad esempio email e sms ai propri cienti non solo abituali.

Perciò il codaconos chiede al ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, la liberalizzazione degli sconti, ovvero che venga soppresso il Regolamento del Consiglio dei Ministri del 23 febbraio 2001 che impedisce di vendere sottocosto per più di 3 volte all’anno, per una durata superiore a 10 giorni e più di 50 prodotti. Il Codacons osserva anche come “il crollo delle vendite di Natale dimostra quanto fosse opportuno anticipare gli sconti prima delle feste”.

Veronica Gabbuti