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Il morbo del non sapere dilaga in Europa: arrestato a Cannes l’esule kazako Ablyazov ma anche in Francia nessuno sa niente. Più tardi la Polizia di Marsiglia ammette il “fermo”

Il morbo del non sapere dilaga in Europa:  arrestato a Cannes l’esule kazako Ablyazov  ma anche in Francia nessuno sa niente.  Più tardi la Polizia di Marsiglia ammette il “fermo”

Arrestato in Francia, tra Marsiglia e Cannes, il dissidente kazako Mukthar Ablyazov, marito di Alma Shalabayeva la donna espulsa dall’Italia nel maggio scorso con mille conseguenti polemiche non ancora sopite insieme alla figlioletta di 6 anni. Ablyazov, come ha riferito il suo avvocato al Financial Times, è stato fermato dalle forze speciali francesi. Lo conferma anche il figlio del dissidente. Ma la procura francese in un primo momento dice: “Non ne sappiamo nulla”. Dopo poco l’Ucraina ne ha chiesto l’estradizione e Russia e Kazakistan sarebbero sul punto di farlo.

Il figlio del dissidente conferma invece subito l’arresto del padre chiedendo che le autorità francesi fermino immediatamente ogni tentativo di estradizione. Il marito di Alma Shalabyeva è stato fermato dalle forze speciali francesi. Dopo lunghi giorni di polemiche sull’espulsione dall’Italia della moglie e della figlia che in più di un’occasione hanno messo in severa crisi il governo e altre importanti Istituzioni italiane, il caso del dissidente kazako torna ora in primo piano per la notizia dell’arresto dell’uomo. Ex banchiere ed ex ministro dell’Energia, oppositore del presidente Nursultan Nazarbayev, è ricercato in Kazakistan per frode fiscale. Anche la Russia ne aveva richiesto l’estradizione. Ablyazov aveva ottenuto asilo dalla Gran Bretagna nel 2011, subendo poi due condanne per frode e altri reati.

aaabbbbbcc7Le tracce dell’uomo, costantemente seguito dai servizi segreti kazaki e russi pronti a catturalo alla prima occasione utile anche in barba a leggi e sovranità di stati stranieri, si sono perse poco prima della fine di maggio dopo aver festeggiato il compleanno in un locale dell’Infernetto, un quartiere residenziale tra Roma e il mare di Castelfusano.

E guarda caso il Viminale, proprio a seguito della notizia dei festeggiamenti, aveva proceduto ad una insolita azione di forza per espellere dall’Italia moglie e figlia dall’esule, non trovando l’interessato. Madre e figlia, come si ricorderà, erano state prelevate a forza dalla loro abitazione alla presentza di diversi parenti con un’operazione di polizia condotta da una cinquantina di ageti armati sino ai denti, neache dovessero procedere alla cattura di Bin Laden o di altro pericoloso seguace di Al Queida.

Ancora non è stato accertato come, perché e chi abbia deciso di procedere in un’azione di cui il ministro dell’Interno Angelino Alfano continua a sostenere, tra l’incredulità generale, di non essere stato informato. Come se non fosse noto a tutti che da sempre al ministero dell’Interno “non si sia mai mossa foglia che il Ministro non voglia”. Stesso discorso per il Ministro degli Esteri Emma Bonino, un tempo strenua “paladina” della difesa dei iritti civili di chiunque e ora, alle soglie della aaabbbbbcc8vecchiaia, evidentemente avviata su ben altra strada. si sa, con l’avanzare dell’età, forze e lucidità vengono di norma e comunque inersorabilmente meno. Ed ora la Bonino continua imperterrita ad esser ferma sullo scolastico che imperversava nelle scuole d’un tempo, ovvero quello del “non c’ero, o se c’ero dormivo”.

L’arresto riferito dal Financial Times, giornale del resto da sempre noto per la sua serietà e affidabilità, ha assunto subito una tinta di dubbio pennellata di giallo: “Non ne sappiamo nulla – avevano detto dalla Procura di Grasse, nel sud della Francia, precisando come la cosa sembrasse “molto strana perchè tutto passa da noi”. Per poi aggiungere: “Faremo, comunque, le dovute verifiche”. E dal commissariato di polizia di Cannes, dove Ablyazov avrebbe dovuto esser portato, era la stessa smentita: “il dissidente kazako non è da noi e non è stato arrestato da noi. È un errore, non abbiamo notizia di una persona kazaka arrestata a Cannes”. La conferma dell’arresto giunge dopo alcune ore, ma dalla polizia di Marsiglia.

Riguardo alle ripetute smentite, sorge spontanea una domanda: che la polizia francese abbia imparato così in fretta dai dirigenti di quella italiana? O kazaki e russi dispongono ovunque di argomenti tanto convincenti da far si che nessuno sappia nulla? Scommetteremmo, e non poco, sulla seconda ipotesi. Chissà a che quota la danno gli allibratori britannici.

Enrico Massidda