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Il Governo indiano si accingerebbe a far cadere l’accusa di pirateria nei confronti dei due marò italiani da due anni bloccati in India

Il Governo indiano si accingerebbe a far cadere l’accusa di pirateria nei confronti dei due marò italiani da due anni bloccati in India

Secondo l’agenzia italiana Ansa,  il Governo indiano avrebbe deciso di non chiedere il processo ai due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sulla base della legge contro la pirateria che prevede una condanna fino alla pena di morte. Questa posizione, se confermata, chiuderebbe definitivamente la diatriba tra il Ministero degli esteri e quello degli Interni di New Dehli che finora ha tenuto bloccata la vicenda e provocato continui rinvii dell’avvio del processo.

La nuova posizione, che recepisce gli impegni più volte assunti dal Ministero degli esteri indiano con le autorità italiane,  pone adesso all’accusa e agli inquirenti non poche difficoltà stante il fatto che le drammatiche vicende, che hanno portato al fermo dei due nostri fucilieri di mare, sono accadute al di fuori delle acque territoriali indiane dove, cioé,  le autorità federali di New Dehli, che già hanno spogliato del caso quelle statali del Kerbala,  hanno poche armi a disposizione per mettere sotto processo chiunque se non le autorità dello Stato di cui é battuta la bandiera della nave interessata.

Ma dopo quello a cui abbiamo assistito in questi due anni é il caso di attendere ancora una settimana, allorquando si pronuncerà l’Alta Corte di giustizia indiana.

RomaSettRed