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Il Cardinale Sepe in visita a Trecase: «Non serve professarsi credenti per poi condurre un’ esistenza senza valori”

Il Cardinale Sepe in visita a Trecase:  «Non serve professarsi credenti per poi  condurre un’ esistenza senza valori”

«In questo momento di crisi economica e sociale c’è bisogno di una testimonianza di fede vera ed autentica che non si limiti a meri annunci ma sia capace di incidere nella realtà di tutti i giorni». Nonostante il caldo opprimente, il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli in visita pastorale nel piccolo comune di Trecase alle falde del Vesuvio, accetta di commentare per i lettori di RomaSettimanale.it il senso dell’Anno della Fede. L’occasione è offerta dalla “peregrinatio” delle spoglie mortali del Beato Vincenzo Romano, primo parroco del Mezzogiorno d’Italia ad essere elevato agli onori degli altari, in occasione del 425 esimo anniversario della fondazione della parrocchia di Santa Maria delle Grazie e San Gennaro di Trecase.

Eminenza, l’Italia sta attraversando una delle fasi più delicate e difficili della sua storia. In che modo la Chiesa può aiutare i fedeli a superare il senso di smarrimento e di disorientamento?

«Offrendo un messaggio di speranza e di vicinanza a chi sta peggio. Vede l’infaticabile sacerdote di cui, a suo tempo, sono state riconosciute le virtù eroiche, fu sempre vicino alla sua gente, condividendone gioie e dolori. Fu apostolo della carità sociale dedicandosi all’educazione di fanciulli e giovani e impegnandosi per la giusta composizione delle questioni economiche e sociali. Se ci riflette è un po’ quello che ha auspicato Papa Francesco quando, nel corso di una recente omelia, ha detto che i pastori devono avere l’odore delle loro pecore. cardinale7 sepeIl che significa che non devono essere degli aridi burocrati ma persone capaci di interpretare il disagio, proponendo il Vangelo nella sua semplicità ed autenticità e, aspetto fondamentale, divenendo testimoni credibili».

Un impegno non da poco…

«Non serve professarsi credenti per poi condurre una esistenza senza valori. Negli scritti del Beato Vincenzo Romano spesso ci si imbatte nella espressione “Fede viva” volendo indicare l’impegno nella vita di tutti i giorni per far penetrare i principi evangelici nella società. Come cristiani l’adesione al messaggio salvifico di Cristo ci impone scelte coerenti nella direzione della eliminazione delle disuguaglianze e delle ingiustizie».

Forse non è un caso se l’Anno della Fede, profeticamente indetto da Benedetto XVI, termini sotto il pontificato di Papa Francesco

«La vicinanza ai poveri di cui papa Francesco si sta facendo promotore è una esigenza della storia che mai come adesso ci richiama alle nostre responsabilità di cristiani nell’ambito sociale, economico e politico.
Siamo tutti mobilitati a fare la nostra parte, confidando nell’aiuto di Dio».

Intervista di Carmine Alboretti