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Il 2014 si apre con le proposte di Renzi sul lavoro e con le “apprensioni” della sinistra del Pd

Il 2014 si apre con le proposte di Renzi sul lavoro e con le “apprensioni” della sinistra del Pd

Se è sempre stato vero che l’Epifania tutte le feste si porta via, è altrettanto vero che, con la riapertura del Parlamento, a Gennaio si riprendono tutte le trame sospese della politica e, in qualche modo, si impostano le vicende che caratterizzeranno l’intero anno.

Così, Enrico Letta, consapevole della necessità di una posizione di mediazione, prende l’iniziativa del confronto con tutta la complessa realtà che compone l’arcipelago che ha dato vita alla maggioranza del suo Governo. Matteo Renzi, invece, fresco della nomina di fine anno alla Segreteria  del Partito Democratico, cerca di assumere in qualche modo un’iniziativa politica che serve a marcare il segno di quelle “diversità” e “novità” che hanno caratterizzato la sua lunga corsa verso la guida del movimento riformatore di Centro sinistra.

Il 2014 si apre con una “strana” situazione forzata di stallo a causa dell’esistenza di quella che, comunque, si potrebbe definire come una di “diarchia” alla guida del Centro Sinistra. Pur avendo una comune provenienza alle spalle e coltivando, grosso modo, una simile visione del ruolo e delle prospettive del 1abbb611Centro sinistra nella attuale fase storica del Paese, Letta e Renzi  finiscono fatalmente per offrire al Pd due diverse occasioni e modalità di “leadership”. La cosa non potrà non avere importanti conseguenze sul quadro politico complessivo, oltre che sulle dinamiche interne al Pd le quali, con l’arrivo di Renzi, hanno già mostrato alcuni punti di criticità,  se non addirittura di potenziale rottura interna.

Le dimissioni del Viceministro Stefano Fassina e le dinamiche in atto, che stanno portando alla nascita di una opposizione interna di sinistra più strutturata, sono emblematiche di un’evoluzione in atto che rischia di avere degli sbocchi importanti per il principale partito del Centro sinistra.

Il Governo Letta nasce in un quadro di necessità ed ha già fissato un limite temporale minimo, tutto il 2014, in qualche modo condizionato anche dal periodo di guida italiana dell’Unione Europea che occuperà il secondo semestre di quest’anno.

napolitano letta dettaglio

In questa situazione è  molto difficile che alle Elezioni Europee del Maggio prossimo si aggiungano quelle del rinnovo del Parlamento sciolto anticipatamente. Anche perché, sia pure con minor nettezza  che nel passato, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, continua a mostrare la sua ritrosia verso un passo destinato solamente ad aggravare l’attuale situazione di crisi che ancora non può far considerare l’Italia fuori dalle turbolenze economiche che tanto hanno pesato e stanno pesando su tutti gli italiani.

Letta ha sostanzialmente indicato tre obiettivi principali per il suo Governo: Lavoro, Europa, Riforme. Per prima, quella elettorale.

Renzi, pertanto, non può in questo contesto inventarsi molto di più mentre è costretto a dare un’impronta alla sua segreteria di rinnovamento, se non proprio di “rottamazione”, e pertanto deve cercare in qualche modo anticipare le mosse del Governo per offrire il “suo” segno di un effettivo ruolo propellente del suo partito  all’interno della coalizione.

Così,  il Sindaco di Firenze non può che partire da una proposta sul lavoro e l’occupazione. Nel far ciò, per quanto in particolare per quanto riguarda il famoso articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, crea “apprensione” nella sinistra e nella Cgil, come le vicende di questi giorni confermano ed anticipano.

In questo modo sono offerte  ad Enrico Letta delle occasioni per sviluppare una capacità di mediazione che sicuramente l’attuale Presidente del Consiglio non si lascerà sfuggire.

 Giancarlo Infante