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Guano e smog. Marino all’attacco di Renzi: il caos di Roma è colpa sua. Le speculazioni edilizie dietro la sua cacciata? D’Ubaldo: il Pd ripensi se stesso

Guano e smog. Marino all’attacco di Renzi: il caos di Roma è colpa sua. Le speculazioni edilizie dietro la sua cacciata? D’Ubaldo: il Pd ripensi se stesso

Ignazio Marino approfitta degli ultimi guai di Roma, che vanno dal bombardamento al guano da parte degli storni, che hanno reso impraticabile una buona parte dei lungotevere, al caos sul blocco del traffico, poi trasformato in targhe alterne, per togliersi dei sassolini dalle scarpe e dire la sua su Renzi  e quella che l’ex Sindaco di Roma definisce una etero direzione della Capitale da parte del Presidente del Consiglio attraverso il Commissario Tronca ed il Prefetto Gabrielli.

Marino, che ha rilasciato un’intervista all’Huffintonpost – CLICCA QUA PER VERSIONE INTEGRALE– non è affatto tenero né con Renzi, né con il Pd, anche se non si sbilancia sulla possibilità che lo si possa vedere candidato alle primarie dei democratici quando verrà il momento di scegliere il concorrente per il Campidoglio.

La sostanza della polemica di Marino, ricca di sfumature e messaggi anche trasversali, alcuni dei quali possono illuminare sulle vere ragioni del suo allontanamento dalla carica di primo Cittadino, è che Renzi si è di fatto impadronito della guida di Roma ed ha sospeso la democrazia.

Così, l’intervento di Marino è destinato a scatenare una violenta polemica che coinvolgerà sicuramente anche settori del mondo dell’imprenditoria e del mondo degli affari, rimasti finora dietro le quinte, ma pesantemente tirati in ballo dall’ex Sindaco.

Un primissimo intervento viene da Lucio D’Ubaldo da tempo è impegnato nel tentativo di ritessere una tela che parta da un rinnovamento delle forze più ragionevoli presenti in Roma, a cominciare da quelle del Pd, intenzionate ad avviare un autentico e profondo percorso di revisione. In qualche modo in grado di superare quanto di negativo c’è stato nell’ultima esperienza amministrativa e, contemporaneamente, capace di portare il Pd ad un profonda riflessione al proprio interno e sui rapporti con la città.

D’Ubaldo scrive, infatti, su Il Domani d’Italia.eu che l’intervista dell’ex Sindaco rivela “un Marino in preda a desideri di vendetta”.

Secondo D’Ubaldo, che è stato anche Assessore al Comune di Roma, quelle di Marino “ si presentano come affermazioni altamente polemiche, dirette in particolare contro Renzi, secondo una logica che muove dalla convinzione di essere lui, il sindaco spodestato, la vittima sacrificale di un complotto ordito dai poteri forti e messo in atto dagli uomini del Pd.

Sulla base di tale sortita, intrisa di denunce esplicite e nascoste minacce, è complicato prevedere la pura e semplice ricomposizione del centrosinistra per l’imminente campagna elettorale capitolina. Piuttosto si tratta di vedere quale possa essere una nuova proposta in grado di superare lacerazioni e vecchi errori, incongruenze programmatiche, preclusioni organizzative, improbabili rivendicazioni di autosufficienza politica.

Bisogna rifondare, a partire dalla Capitale, il profilo del riformismo democratico. L’aspetto deplorevole del discorso dell’ex sindaco, se non altro per la fragilità o fallacia di molte affermazioni, non deve tuttavia oscurare il suo risvolto implicitamente provvidenziale.

In fin dei conti Marino, anche sbagliando, obbliga il centrosinistra a ripensare se stesso fuori dalla gabbia ideologica e contro le deviazioni di potere di questo ultimo biennio”.