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Gli uomini ” oscuri” a cui deve tanto il nostro Paese – di Giuseppe Careri

Gli uomini ” oscuri” a cui deve tanto il nostro Paese – di Giuseppe Careri

Il 24 agosto scorso si sono svolte le cerimonie per ricordare le vittime del terremoto che ha colpito un anno fa le regioni di Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio.

Alle ricorrenze di Amatrice, Arquata del Tronto e tanti altri comuni, hanno partecipato i Sindaci dei paesi colpiti, uomini politici, semplici cittadini e religiosi per solidarizzare con i parenti delle vittime.

Cerimonie religiose, fiaccolate, discorsi hanno caratterizzato la giornata del ricordo. Sono state espresse parole per sottolineare il grave disagio degli abitanti colpiti dal sisma, ormai, senza una casa, un orto, un gregge.

Alcuni parroci, in particolare, hanno sottolineato i disagi della popolazione, il dolore per la perdita dei loro cari e, soprattutto, hanno denunciato i ritardi della ricostruzione, con migliaia di tonnellate di detriti ancora abbandonati nelle strade.

Ma le celebrazioni, si sa, durano soltanto il giorno della ricorrenza, con i politici nazionali impegnati ad assicurare il loro impegno, spesso solo a parole, per non lasciare i terremotati da soli.

Nei giorni in cui si ricorda il dolore della gente dei comuni colpiti dal sisma, ci si dimentica, purtroppo, di chi, al momento del terremoto o di altre calamità, si è profuso in soccorsi per salvare la popolazione in preda al terrore.

Parliamo dei vigili del fuoco, dei volontari della Protezione Civile, della Polizia, Guardia di Finanza e dell’Esercito.

L’opera di soccorso degli angeli soccorritori, anche in questo caso,  è durata parecchi mesi, e continua ancora.

Al terremoto, infatti, è poi sopraggiunta un’estate funestata da siccità e incendi, scoppiati in tutta Italia. Ad ogni incendio, l’opera dei vigili del fuoco, dei volontari e degli altri corpi dello stato è stata impagabile nonostante ci fosse da rischiare anche per la propria vita.

E’ l’Italia delle eccellenze degli uomini semplici. Carlo Levi li chiamava uomini “oscuri”, al servizio dello stato; uomini e professionisti con stipendi miserevoli che rischiano la propria vita per salvare una persona, spegnere un incendio o per soccorrere un migrante scappato dal suo paese in guerra.

Le cronache di tutti i giorni mostrano lo sforzo e il sacrificio dei nostri uomini “oscuri” impegnati su diversi fronti “caldi”; uomini dello Stato “costretti” a sgomberare con la forza i palazzi occupati abusivamente da povera gente.

Cronache trasmesse dai telegiornali, con scontri a Roma tra polizia e occupanti; bombole del gas gettate sui militari dalle finestre degli appartamenti occupati; manganellate a derelitti umani indifesi, trascinati a forza da mani rude per allontanarli e liberare la strada; e poi, un’immagine pubblicata da tutti i giornali con un poliziotto in tenuta antisommossa che tiene con dolcezza il viso di un’occupante tra le sue mani per rassicurarla. “Sei il mio orgoglio ha scritto poi il figlio sedicenne del poliziotto”.

Ecco uomini “oscuri” chiamati a intervenire con la forza, là dove, invece, doveva essere la politica, prima di una tale azione, a intervenire e cercare di risolvere pacificamente il conflitto.

Già, i politici; da anni impegnati in sterili dispute, a cercare alleanze, aumentare il loro potere personale, a disertare le aule del Parlamento.

Politici ignari delle necessità dei cittadini, dei derelitti, dei senza casa, di questo paese indirizzato ormai verso il degrado. Politici che hanno consentito a chiunque di costruire case abusive in zone non idonee, considerate dai geologi a rischio terremoto; case tirate su con materiali scadenti.

Politici assenti, dunque, ma, per fortuna, nei momenti difficili, nei casi di calamità, di terremoti, di alluvioni o sgomberi che siano, una luce dopo il tunnel ci viene regalata da questi uomini “oscuri”, facendoci apparire finalmente “ normale” nei casi di emergenza il nostro Paese bistrattato.

Basterebbe prendere esempio da loro, per ricondurre le nostre città, i nostri Comuni, le Regioni, alla normalità.

Ma i politici, salvo eccezioni, anche i questi casi sono stati capaci di fare solo promesse verbali, annunciare interventi immediati, senza mai tradurre in realtà le loro parole portate via dal vento.

Giuseppe Careri