UltimaEdizione.Eu  > 

Gli insulti a Napolitano e la carenza di un progetto politico. Oltre che rivelatori di una certa ignoranza sugli equilibri istituzionali

Gli insulti a Napolitano e la carenza di un progetto politico. Oltre che rivelatori di una certa ignoranza sugli equilibri istituzionali

L’opposizione, anche quella più radicale, è un bene per la democrazia. Se per caso dovesse venire a mancare anche solo per un giorno, sarebbe intelligente persino crearla ad arte perché la “dialettica” nel senso più profondo del termine non è solamente un metodo di analisi intellettivo, bensì è il sale della vita.

Quella a cui assistiamo, però, in queste ore da parte di alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle lascia molto perplessi. Anche perché sembra un’opposizione che, oltre ad usare l’invettiva più che il ragionamento, rivela l’assoluta assenza di competenza in materia istituzionale e costituzionale, oltre che povertà di pensiero per coprire, forse assenza di logica. E’ molto bello sostenere le proprie opinioni senza esagerare se si é consapevoli che la forza delle proprie opinioni non necessità né di insulti, né di strafalcioni.

Il Capo dello Stato può essere criticato come tutti gli esseri umani. Niente vieta di dissentire da quello che dice o da quello che fa. Questo non significa che il dissenso debba diventare offesa e rasentare l’ignoranza e , persino, la stupidità.

Soprattutto, il Presidente della Repubblica andrebbe criticato per le cose che attengono alle sue funzioni costituzionali e non per quanto gli viene attribuito da commentatori politici interessati sui giornali o a quel mondo della politica italiana che assomiglia sempre più al Bar dello sport, dove spesso le cose si scrivono e si dicono con grande libertà.

Giorgio Napolitano non può intervenire in materia di dibattito politico tra i partiti e meno che mai in materia di comportamenti parlamentari. La nostra Costituzione prevede una rigida separazione dei poteri tra Presidente della Repubblica, Esecutivo e Parlamento. E’ la prima cosa che ci insegnano a scuola, fin da bambini. Almeno a me l’hanno insegnato.

sorial

Non si capisce perché il cittadino Giorgio Sorial, deputato del Movimento 5 Stelle, dalla giovane età e dalla  esperienza istituzionale alle prime armi, debba tirare in ballo il Capo dello Stato per il regolamento della Camera dei deputati e per la sua applicazione su questo o quel provvedimento da parte di chi presiede questa o quella seduta:  “Ha messo una tagliola sulle opposizioni. Il ‘boia’ sta avallando una serie di azioni per cucire la bocca all’opposizione e tagliarci la testa”.

Cosa dovrebbe fare Giorgio Napolitano? Mandare i corazzieri e trarre in arresto la Presidente della Camera, Laura Boldrini ?  Che ripeta il 18 Brumaio di napoleonica memoria? Non siamo nel 1799 e la democrazia italiana ha una Carta costituzionale da seguire. Poi, ognuno, in cuor suo può pensare di fare il Presidente della Repubblica meglio di come lo sta facendo Giorgio Napolitano. L’Italia é già piena di Commissari tecnici della Nazionale potrebbe ben sopravvivere se ci fossero 60 milioni di Capo dello Stato “in pectore”. Anche se la Boldrini stesse sbagliando non toccherebbe  certo al Quirinale di mettere bocca sui lavori di una o tutte e due le camere.

Quelli del M5S annunciano da tempo  l’intenzione di mettere in stato d’accusa il Presidente della Repubblica. Siamo curiosi di capire su quali basi sarà articolata la richiesta, visto che la Costituzione è molto chiara in materia e, finora, non sembra che Giorgio Napolitano si sia macchiato di alto tradimento.

Beppe Grillo ha ottenuto un successo folgorante e sicuramente molte delle sue posizioni, che vengono da lontano, sono condivise da tanti italiani. Anche da chi non vota per i suoi. Soprattutto, penso che molti lo abbiano votato perché si aspettavano un progetto politico nuovo ed innovatore. Questo non significa che faccia tutto giusto e che sia esentato dal mantenere quell’equilibrio che i veri grandi riformatori hanno sempre dimostrato di avere.

Non serve a niente gridare per limitarsi a finire sulle prime pagine dei giornali. Non serve esagerare nelle recriminazioni. Anzi, la serietà e la credibilità  si misurano anche dalla logica e dalla fondatezza delle tesi sostenute. Gli insulti potrebbero, invece, dimostrare solo la mancanza di una strategia quando ottenuto tanti voti non si riesce ad utilizzarli realmente.

Giancarlo Infante