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GIOVANNI GALLONI: DOSSETTI AVEVA PREVISTO LA REAZIONE FONDAMENTALISTA ISLAMICA CONTRO LA PRETESA DI UNIRE IL MONDO ATTORNO ALLA POTENZA AMERICANA

GIOVANNI GALLONI: DOSSETTI AVEVA PREVISTO LA REAZIONE FONDAMENTALISTA ISLAMICA CONTRO LA PRETESA DI UNIRE IL MONDO ATTORNO ALLA POTENZA AMERICANA

Il Domani d’Italia pubblica  il seguente intervento, che volentieri riprendiamo.

Nel suo ultimo libro (Dossetti, Moro, Berlinguer, Renzi, edizioni San Paolo), Galloni fa cenno a un suo colloquio avvenuto nel febbraio 1994 con Giuseppe Dossetti a Monteveglio. In quella occasione, come si legge a pp. 28-29 (vedi stralcio qui di seguito), il monaco già leader della sinistra Dc espone le sue preoccupazioni sui rischi di una radicalizzazione dei rapporti tra occidente e mondo islamico dopo la caduta del muro di Berlino.

Al termine del lungo colloquio avuto con Dossetti, prendevo atto che con il crollo del muro di Berlino si era verificata la fine dell’ideologia comunista sovietica iniziata in Russia nel 1917, che rappresentava la punta più avanzata delle ideologie nate dalla cultura moderna affermatasi con la Rivoluzione francese nell’ultimo decennio del 1700.

A questo proposito Dossetti, ricordando, dopo le dimissioni del cardinale altercato volute da Paolo VI, l’esperienza della sua lunga visita nei paesi di tutto il Medio Oriente e in particolare in India, temeva che, finito il comunismo sovietico, il paese più potente del mondo, gli Stati Uniti d’America, fosse tentato di chiedere l’unità attorno a sé di tutti i paesi democratici.

Questo avrebbe accentuato in tutti i paesi musulmani lo sviluppo di un fondamentalismo religioso. Si sarebbe così creato, dopo l’alternativa della guerra fredda tra a ovest ed Est dominato dal comunismo sovietico, un’alternativa egualmente minacciosa per la pace tra musulmani fondamentalisti e occidentali.

 

Infine, Dossetti mi pregò di tener riservato quanto ci eravamo detti perché non riprendessero le vecchie polemiche contro di lui, accusato ingiustamente di essere passato a un dialogo, anzi a un compromesso, con i comunisti.

Tuttavia il suo pensiero, espresso a me, fu poi ripetuto poche settimane dopo, il 13 marzo 1994, nella conversazione tenuta al clero della Diocesi di Pordenone. Anche qui, egli aveva pregato di mantenere riservato quanto aveva detto. Ma poi, incominciando si a diffondere notizie non esatte sul suo pensiero, aveva preferito che quanto detto a Pordenone fosse pubblicato in uno scritto*.

Giovanni Galloni