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Francesco tornato a Roma In volo parla dei gay e Ior Sui divorziati: misericordia

Francesco tornato a Roma  In volo parla dei gay e Ior  Sui divorziati: misericordia

Papa Francesco è tornato in Vaticano, ma il cuore e la mente gli sono rimasti ancora a Rio de Janeiro. Tanta intensa è stata l’esperienza vissuta in una Giornata Mondiale della Gioventù della durata di una intera settimana e destinata a lasciare un’impronta duratura nel suo pontificato e nel suo rapporto tra Papa e fedeli. Ma anche tra Papa e uomini di questo mondo, indipendentemente dal loro credo religioso.

Francesco è felice per il rapporto creato con i giovani di tutto il mondo. Di quelli, oltre tre milioni, che lo hanno costantemente seguito a Rio e di tutti gli altri che lo hanno seguito in televisone o alla radio, o sui giornali. Da loro, da tutti loro, il Papa si attende grandi cose. Anche per l’apporto che vorranno e potranno dare nel rinnovamento della realtà ecclesiale.
“Sono contento – ha confidato ai giornalisti sull’aereo durante il volo di ritorno – è stato un viaggio bello, spirituale, che mi ha fatto bene. Sono stanco ma sto bene. Trovare la gente fa bene: il Signore lavora in ciascuno e da tutti possiamo ricevere le cose belle”.

Francesco non si è sottratto all’affrontare temi delicati, qual è quello finanziario dello Ior o quello della cosiddetta “lobby” dei gay in Vaticano, oppure ancora quello del rapporto con i divorziati ed i sacramenti.
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“Io non giudico, ha detto il Papa, se è una persona di buona volontà, chi sono io per giudicare?”. A suo avvviso il problema non è quello di essere gay ma se attorno a questo fatto si creano o meno delle lobby.

Riferendosi a mons. Giambattista Ricca, nominato prelato dallo Ior e coinvolto in una campagna giornalistica, il Papa ha chiarito di aver svolto un’indagine da cui non sarebbe però emerso niente. Mentre, riferendosi a mons. Nunzio Scarano, contabile dell’Apsa, l’Agenzia che gestisce il patrimonio immobiliare vaticano, per una questione di importazione illegale di capitali, il Papa ha detto: ” è finito in galera, pensate che sia andato in galera perché somigliava alla beata Imelda? È uno scandalo, una cosa che fa male”.

Il Pontefice ha confermato che la riforma della Curia è stata chiesta dalle congregazioni preconclave e che lui ha dovuto anticipare l’esame della “questione economica” a causa di tutto ciò che è accaduto e che è di dominio pubblico da tempo. Francesco ha detto che la commissione istituita e da cui è attesa una proposta di riforma presenterà delle proposte, oggi ancora non prevedibili, m che comunque saranno basate su criteri di “trasparenza ed onestà”.
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Il Papa ha parlato degli stili di vita dei suoi cardinali ed ha escluso che loro vivano nel lusso. Egli comunque non intende imporre agli altri lo stile di vita sobria che lui sta seguendo anche se auspica che nel periodo di crisi attuale non deve essere dimenticato dagli uomini di Chiesa e chi lavora per la Chiesa.
“Vatileaks è un problema grosso – ha aggiunto – ma non mi sono spaventato”. E a quel punto ha raccontato della consegna da parte di Ratzinger di uno scatolone con le testimonianze della inchiesta e di una busta con la sua sintesi.

Infine, Francesco ha parlato del problema dei divorziati risposati. A suo avviso il metodo di affrontare il problema deve essere quello della misericordia. Una delle parole del lessico di Francesco che ritornano costantemente nei suoi discorsi e va oltre le mere questioni economiche e sociali per toccare, in questo caso, un problema che tocca moltissimi cattolici che per il fatto di essere divorziati soffrono la lontananza dai sacramenti.

Francesco aveva già colpito in uno dei suoi primi discorsi pubblici per aver citato aver citato il cardinale Gasper il quale più volte si è fatto portavoce della necessità di affrontare la questione dei divorziati intenzionati a ornare pienamente a poter vivere nell’alveo della comunità dei cattolici.

G.I.