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Estate torrida. Attenzione alle leggi da far rispettare

Estate torrida. Attenzione alle leggi da far rispettare

Estate torrida in Italia. Milioni di italiani costretti a barricarsi in casa per cercare di combattere il caldo arrivato a toccare in alcuni comuni 50 gradi centigradi.

Molti cittadini rimasti in città hanno preso d’assalto i negozi e i centri commerciali per acquistare decine e decine di ventilatori, raffreddatori e condizionatori d’aria, tenuti accesi per gran parte della giornata e della notte.

Altri, quelli più fortunati, si sono rifugiati al mare o in montagna per sfuggire all’afa e al caldo soffocante.

La siccità, poi, ha costretto alcuni comuni italiani, come San Felice Circeo, a razionare l’acqua nel corso della notte. A Roma, il lago di Bracciano in sofferenza dà la misura del danno provocato dalla siccità.

Si aggiungano infine gli incendi dolosi divampati in gran parte d’Italia spesso provocati da malavitosi; molti incendi sono stati appiccati addirittura da volontari di alcuni corpi antincendio, i primi ad intervenire per iniziare a spegnere le fiamme.

Secondo un dossier dei Verdi presentato nei giorni scorsi, nel corso di un flash mob a Montecitorio, nel 2017, sono stati bruciati finora 68 mila ettari di terreno con un danno di 1,3 miliardi di euro. Dal 2010 ad oggi,i boschi andati in fumo sono arrivati a 500 mila ettari. E gli incendi hanno interessato anche tratti di strada servite da alcune linee degli autobus, per fortuna, senza danni per le persone.

Inoltre, sono stati emanati tanti divieti e tante regole da osservare da parte di tutti coloro che guidano un mezzo di trasporto.

In estate, si sa, molti automobilisti a bordo delle loro auto utilizzano “a palla” l’aria condizionata per cercare di sfuggire a questo caldo insolito e insostenibile.

Pochi sanno, però, che sostare in auto con il climatizzatore acceso è vietato, con multe per chi trasgredisce di 218 fino a 415 euro. Il decreto legge n. 157 del nuovo codice della strada del 1992, è una norma applicata contro l’inquinamento atmosferico e i gas di scarico.

All’estero siamo stati preceduti da Londra e Madrid con multe più ridotte, ma pagate direttamente sul posto, altrimenti gli automobilisti non possono riprendere la corsa.

Un’anziana signora, mi racconta suo marito, dopo aver trascorso insieme 4 ore in ospedale per una visita oculistica, fanno finalmente ritorno a casa. La temperatura alle 13.30 – 14.00, è proibitiva, supera addirittura i 45 gradi. Il marito della signora si ferma per pochi minuti nel piazzale del supermercato con il motore acceso per fare un acquisto.

La signora rimane in auto con l’aria condizionata in funzione. Un uomo in borghese, qualificatosi subito come agente di pubblica sicurezza, “invita” l’anziana donna a spegnere il motore per evitare, le dice, la multa prevista dal nuovo codice della strada. Certo, considerato l’orario proibitivo e il caldo insopportabile, si poteva forse derogare dal costringere una signora esausta a spegnere l’aria condizionata.

Peraltro, occorre dirlo, gli italiani sono spesso “sopraffatti” da regole e leggi promulgate dal nostro Parlamento.

Una è quella sulle cicche: chi ha mai visto un vigile urbano multare un conducente maleducato che getta un mozzicone di sigaretta per terra anziché nel suo posacenere? Quanti automobilisti sono fermati in fragrante mentre guidano con il telefonino incollato all’orecchio e con il pericolo di causare un incidente con altre auto o con i pedoni?

Così anche questa torrida estate ci fa riflettere su quanto sia giusto fare le leggi, stabile regole comuni, ma occorre soprattutto farle rispettare. Altrimenti diventano una beffa per le istituzioni e un danno per i cittadini.

Giuseppe Careri