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Crescono le pressioni su Obama per la vicenda “intercettazioni”

Crescono le pressioni su Obama  per la vicenda “intercettazioni”

Aumentano le pressioni interne e internazionali sul Presidente Obama in merito alle rivelazioni sul controllo sistematico che i servizi americani fanno delle telefonate, chat, mail e pagamenti di tutti noialtri. L’opinione pubblica statunitense è divisa in materia così come anche i rappresentanti al Congresso Usa. Se c’è chi chiede l’estradizione di colui che con le sue rivelazioni ha fatto scoprire tutto Edwar Snowden, che ha pensato bene di scappare ad Hong Kong, altri vogliono che, invece, la NSA, l’Agenzia per la sicurezza nazionale, la smetta di fare il “grande fratello”.

Dianne Feinstein, la democratica presidente del Comitato parlamentare di sorveglianza sui servizi segreti ha ordinato alla NSA d rivedere alcuni criteri della “sorveglianza” dei cittadini Usa del governo. A suo avviso, comunque, riferendosi all’ex collaboratore Cia, Edwar Snowden, ha perentoriamente dichiarato:”Quello che ha fatto è stato un atto di tradimento”.

Intanto, le ambasciate di tutti i paesi europei a Washington hanno chiesto risposte immediate sulla cosa e denunciato la pratica di raccogliere segretamente informazioni digitali sui cittadini europei perché cosa inaccettabile, illegale e che costituisce una grave violazione dei diritti fondamentali.

edwuard2Snowden ha rivelato la sua identità con un’intervista esplosiva con il The Guardian di Londra, del giovane di 29 anni, ex assistente tecnico per la CIA e della società esterna “Booz Allen Hamilton”. Snowden ha lavorato anche presso l’Agenzia Nazionale di Sicurezza negli ultimi quattro anni, sempre come dipendente di varie ditte esterne.

Nella sua intervista, Snowden ha rivelato l’esistenza sia di un ordine segreto di un tribunale Usa che richiedeva alla compagnia telefonica Verizon di passare alla NSA i dettagli delle telefonate relative a milioni di clienti, sia l’esistenza di un potente sistema di controllo Prism, utilizzato per raccoglie i dati provenienti dai sistemi delle grandi aziende telefoniche e Internet.

ha detto che era diventato disilluso con la natura generale di sorveglianza del governo degli Stati Uniti. “Il governo si è concesso il potere, non ha diritto a. Non vi è alcun controllo pubblico. Il risultato è la gente come me hanno la latitudine di andare oltre essi sono autorizzati a,” ha detto.

“Il mio unico motivo è quello di informare il pubblico su ciò che viene fatto in loro nome e quello che è fatto contro di loro”, così Snowden ha spiegato il suo gesto. Adesso il giovane ha cambiato la sua residenza di Hong Kong perché teme per la sua incolumità e di essere arrestato.

telefoni60 verizonIl programma Prism sembra che sia in atto da anni ed anni, già prima della elezione di Obama alla Casa Bianca. Eppure, anche tra i repubblicani non mancano le critiche. E’ sceso in campo anche uno degli astri nascenti della destra repubblicana, Paul Ryan, l’ex candidato alla vicepresidenza. Ryan ha sollevato forti dubbi sul fatto che la privacy era stata indebitamente minacciato. “Sono sicuro che qualcuno può venire con un grande programma per computer che dice: ‘Siamo in grado di fare X, Y e Z,’ ma questo non significa che è giusto farlo- ha detto a una stazione radio del Wisconsin – Voglio meglioin nome del popolo che rappresento”.

La pressione sta, così, crescendo sulla Casa Bianca per sapere, almeno, se ci sia stata un’efficace supervisione da parte del Congresso sui programmi rivelate da Snowden. Il direttore della National Intelligence, James Clapper, ha ammesso in un’intervista che la NBC ha risposto nel “modo meno veritiero” possibile, quando i suoi vertici negarono di fronte al Congresso l’anno scorso che l’NSA avesse raccolto dati su milioni di americani.

In Europa, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha anticipato l’intenzione di affrontare la questione con Barak Obama al vertice previsto a Berlino per la prossima settimana, mentre il vice presidente della Commissione europea, Viviane Reading, ha detto che farà pressioni sui funzionari degli Stati Uniti che incontrerà a Dublino tra tre giorni: ” ottenere un quadro giuridico chiaro per la protezione dei dati personali- ha commentato- non è un lusso o un vincolo, ma un diritto fondamentale “.

A Londra, il segretario agli Esteri William Hague è stato costretto a difendere l’uso da parte del Regno Unito di informazioni raccolte dagli Stati Uniti. Ha sostenuto però che quello britannico non è un’azione di controllo “ a strascico” e che è tutto sotto controllo.

John De Giorgi