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Continua lo “stallo” sulla questione Berlusconi Letta continua ad avvertire: lasciare fuori Governo

Continua lo “stallo” sulla questione Berlusconi  Letta continua ad avvertire: lasciare fuori Governo

“Vai a pescà?”. “No, vado a pescà”. “Ah, pensavo che andavi a pescà”. Questo gioco di parole toscano, in particolare della zona del livornese, può sintetizzare la condizione di “stallo” sulla discussione ancora in atto tra il Pdl ed il Pd sulla vicenda Berlusconi. Una discussione, se non vogliamo proprio chiamarla “fraintendimento”, che, in realtà, va vista a forma di triangolo, giacché il Pdl continua a tirare in ballo anche Giorgio Napolitano.

La cosa sta andando avanti già da un pezzo. In effetti, sembra che cominci anche ad annoiare un pò tutti. E di questo farebbero bene a rendersi conto i principali protagonisti.

Il Presidente della Repubblica, perché proprio costretto, ha già detto un paio di volte che può fare “pochino”. Al massimo, se richiesto, può seguire l’art. 87 della Costituzione che, al paragrafo 11, sulle competenze e prerogative del Capo dello Stato, così recita: “Può concedere grazia e commutare le pene”.

Però bisogna che l’interessato, cioè Silvio Berlusconi faccia i passi che deve fare. Questi passi, proviamo a sintetizzare, significherebbero: accettazione della condanna; impossibilità ad avviare ogni altra azione giudiziaria al riguardo; indossare i panni del condannato graziato che, molto difficilmente, può lasciare spazio al ruolo di leader politico che Berlusconi dice di voler continuare a svolgere.
vertici pdl
E’ chiaro da tempo, allora, quello che vuole il Centro Destra: trovare una soluzione “politica” per ovviare alla condanna rimediata da Berlusconi sulla storia dei diritti Mediaset. Se non cancellarla, addirittura, almeno “surgelarla” e fare finta che non ci sia mai stata.

Ciò significa far sopravvivere il Governo di Enrico Letta in cambio di un “aiutino” a livello parlamentare. L’aiutino consisterebbe nel fatto che tutti assieme, Pd e Pdl, impugnino come anticostituzionale di fronte alla Corte Costituzionale la validità della Legge Severino. Un legge, si ricorderà, che per il disaccordo del Pdl, proprio sul punto in questione e cioè l’automatica decadenza di un parlamentare condannato dal proprio seggio, portò alla fine improvvisa del Governo di Mario Monti.

Il Pd risponde dicendo che la legge deve fare il proprio corso e che, comunque, come ha ripetuto per due giorni di fila direttamente Enrico Letta, chi fa cadere il Governo se ne assume le responsabilità di fronte al Paese. Gli uomini di Epifani si aspettano che quelli di Berlusconi si limitino ad asciugarsi le lacrime per la condanna del loro capo e ad andare avanti senza che, per questo, ne risenta il Governo Letta?
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Il Governo Letta , sull’Imu, sta facendo trapelare intanto, con crescente insistenza, l’intenzione di procedere verso quello che il Ministro Fabrizio Saccomanni ha sempre escluso nelle settimane precedenti Ferragosto: la cancellazione della tassa sulla prima casa. Il problema aveva finito per costituire un altro punto caldo dei rapporti con il Centro Destra. Può essere questo, allora, un altro gesto di buona volontà verso i berlusconiani per lasciare fuori l’esecutivo dalla vicenda giudiziaria del capo del Centro Destra?

Così, pare, che l’Imu prima casa si avvii ad essere eliminata. Basterà? A molti è sfuggito che il Pdl non fa più fuoco e fiamme su questa questione Imu. Perché? Tanto il Governo, nonostante tutto, è già destinato a cadere per la questione Berlusconi e la vicenda Imu non interessa più di tanto?

Ora, sembra che Silvio Berlusconi abbia dato altri dieci giorni di tempo a Napolitano e al Pd. Per fare cosa? Per continuare a dirsi: “Vai a pescà?”. “No, vado a pescà”. “Ah, pensavo che andavi a pescà”.

Giancarlo Infante