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Continua l’emergenza migranti sulle acque del Mediterraneo. Le bare da Lampedusa spostate in Sicilia. Ma se ne devono preparare altre

Continua l’emergenza migranti sulle acque del Mediterraneo. Le bare da Lampedusa spostate in Sicilia. Ma se ne devono preparare altre

«L’emergenza è a minuti, non si posso aspettare decisioni a marzo o aprile, noi italiani non scarichiamo la colpa sull’Europa, noi facciamo subito la nostra parte: abbiamo cominciato nei giorni scorsi a ipotizzare la costituzione di una missione militare umanitaria, navale, aerea che dovrà mettere in condizione il Mediterraneo di essere un mare più sicuro, mare che oggi è una tomba». Enrico Letta è determinato perché il dramma del Mediterraneo è oramai di fronte agli occhi del mondo intero. In particolare dell’Europa. Ma il discorso riguarda anche le leggi italiane. Così Letta sarebbe intenzionato ad intervenire per l’abolizione della legge cosiddetta Bossi- Fini per ché il “Mediterraneo non può essere una tomba”.

Come ignorare infatti gli oltre 350 morti cui è giunto il drammatico bilancio del naufragio del primo barcone del 3 Ottobre. Le loro bare sono state portate a Porto Empedocle. In molti casi i feretri sono stati portati via sotto gli occhi dei parenti venuti da ogni parte d’Europa. Molti dei morti stavano raggiungendo fratelli, genitori, cugini, amici. Chi in Germania, chi in Austria, chi in Francia e Svizzera. Invece, il loro terribile viaggio verso un futuro migliore si è bruscamente interrotto a causa di un naufragio improvviso.

La stessa sorte capitata a tanti altri nel barcone naufragato poco dopo il limite delle acque territoriali libiche. I cadaveri recuperati sono 34. Ma interrogando i sopravvissuti, oltre 200, si è saputo che a bordo di questo secondo barcone calato a picco non erano in 250 come si è detto in un primo momento. Erano oltre 400. Il che vuol dire che i morti potrebbero essere molti di più di quelli stimati in queste ore. Altre bare da predisporre. Così la marina Militare ed i mezzi delle Capitanerie di Porto devono riprendere con maggior lena la ricerca di quelli che oggi sono dispersi e si spera di non dover recuperare cadaveri.
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Ecco perché il Presidente del Consiglio è determinato soprattutto nei confronti dell’Europa come conferma nel corso dell’incontro con il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, il quale in qualche modo, però, rovescia il ragionamento e ricorda i ritardi italiani in materia: «Il Parlamento europeo attende da molti anni che voi mettiate in agenda il tema dell’immigrazione»

Red