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Colloquio Napolitano-Letta al Quirinale: “passaggio parlamentare” l’11 dicembre. Per Forza Italia è “crisi di fatto” e fine della legislatura. Ma i numeri ci sono, anche se Renzi e Civati…

Colloquio Napolitano-Letta al Quirinale: “passaggio parlamentare” l’11 dicembre. Per Forza Italia è “crisi di fatto” e fine della legislatura. Ma i numeri ci sono, anche se Renzi e Civati…

Enrico Letta è salito al Quirinale per un colloquio col Presidente Napolitano. Un colloquio tanto delicato quanto atteso, soprattutto per risolvere la delicata questione del “passaggio parlamentare”, in sostanza un nuovo voto di fiducia al Governo, reso necessario dopo l’uscita di Forza Italia dalla coalizione. Così, calendario allla mano soppesando certrtosinamente tutte le questioni sul tappeto, Napolitano e Letta hanno deciso che si voterà l’11 dicembre, vale a dire dopo la conclusione delle primarie del Pd, quando si conoscerà il nome del nuovo segretario del partito democratico.

A colloquio terminato, il Quirinale ha diffuso questa nota: “Il presidente Napolitano ha invitato il presidente del Consiglio a concordare con i presidenti delle Camere tempi e modalità del dibattito, che potrà svolgersi già durante la prossima settimana, pur essendo tuttora in corso la sessione di bilancio. 1napolitanoletta2Entrambi hanno infatti convenuto sulla opportunità di un sollecito passaggio parlamentare che consenta di prospettare indirizzi e contenuti dell’attività di governo, segnando la discontinuità intervenuta tra la precedente e la nuova maggioranza, esigenza sottolineata in particolare dalla delegazione parlamentare di Forza Italia nel corso dell’udienza del 28 novembre scorso. Tale passaggio non può che assumere i caratteri di un dibattito sulla fiducia”.

Nonostante ciò, Capo dello Stato e Premier “hanno ribadito il convincimento che l’approvazione da parte del Senato della legge di Stabilità su cui il governo aveva posto la questione di fiducia – dopo che il gruppo parlamentare Forza Italia-Pdl aveva dichiarato di non condividere tale fondamentale legge e di ritirare pertanto l’appoggio al governo – ha confermato la permanenza del rapporto fiduciario anche nella nuova situazione politico-parlamentare venutasi a determinare”.

1napolitanoletta4 romaniForza Italia, tramite i capigruppo Paolo Romani e Renato Brunetta, ha immediatamente ribadito come ci si trovi dinanzi a una “crisi di fatto” che, a loro avviso, decreta la fine della legislatura. “Il voto di fiducia che Letta dovrà chiedere al parlamento – hanno concordemente dichiarato entrambi – va interpretato non solo come un segno chiaro di discontinuità, che abbiamo da subito chiesto, ma anche come una crisi di fatto. Una presa d’atto ufficiale della fine del governo delle ‘larghe intese’. Prendiamo atto della sollecita risposta di Napolitano alla nostra richiesta su una ‘parlamentarizzazione’ della crisi di governo, dopo l’uscita di Fi dalla maggioranza che sosteneva l’esecutivo Letta. Con questo passaggio alle Camere – hanno sottolineato – finirà in modo definitivo il governo delle larghe intese, e con esso questa fase della legislatura”. Cosa, peraltro, numeri alla mano niente affatto scontata.

Anche se Renzi sfida Letta e impone al Governo la propria agenda: “Non voglio fregare la seggiola a Enrico, ma il governo dura se fa le cose”. Poi è più preciso e invita a intervenire su costi della politica sul lavoro e sui rapporti con l’Europa. Mentre Civati spinge chiaramente per il voto e Cuperlo fa il pompiere affermando che “non farò da sponda a Berlusconi”.

RomaSettRed