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Arabia Saudita: Anno nuovo aperto con 47 esecuzioni. Anche un leader sciita

Arabia Saudita: Anno nuovo aperto con 47 esecuzioni. Anche un leader sciita

L’Arabia Saudita ha dato via al 2016 con le esecuzioni di 47 condannati per terrorismo secondo quanto comunica il Ministero degli interni di Riyad. Tra le persone messe a morte vi era anche il religioso sciita Nimr al-Nimr e l’esponente di al-Qaeda, Faris al-Zahrani. Solitamente in Arabia Saudita le esecuzioni vengono eseguite per decapitazione.

Nimr al-Nimr era stato condannato a morte dopo aver guidato proteste anti-governative nella ricca area petrolifera orientale del paese dove vive una consistente comunità di origine sciita. Era in carcere dal 2012.

La stragrande maggioranza dei condannati era di origine saudita, ma nel gruppo vi erano anche un egiziano e un cittadino del Ciad. Molti dei condannati erano accusati di aver partecipato ad attacchi armati contro edifici governativi.

Proprio nei giorni scorsi Amnesty International aveva reso noto che l’Arabia Saudita aveva eseguito almeno 151 esecuzioni per decapitazione nel 2015, il maggior numero degli ultimi 20 anni.

L’Arabia Saudita è uno dei cinque paesi al mondo, con l’Iran, la Cina, gli Stati Uniti e l’Iraq, dove vengono effettuate più esecuzioni al mondo.