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Alma Shalabayeva e la piccola Alua di nuovo in Italia grazie al ministro Emma Bonino. Si conclude il capitolo più importante di una ancora oscura e inquietante vicenda. “Ho temuto per la vita di mia figlia”

Alma Shalabayeva e la piccola Alua di nuovo in Italia grazie al ministro Emma Bonino. Si conclude il capitolo più importante di una ancora oscura e inquietante vicenda. “Ho temuto per la vita di mia figlia”

A poco più di 48 ore dal permesso di espatrio ottenuto dalle autorità kazake, Alma Shalabayeva e la figlioleta Alua di 6 anni sono giunte in Italia. Le due donne sono sbarcate da un aereo Lufthansa proveniente da Francoforte, prima rapida tappa dopo la “liberazione”. Sono in possesso di passaporti con visti per i paesi dell’area Schengen, ottenuti dopo pressioni del nostro ministero degli Esteri. In attesa all’eroporto romano, c’erano anche gli altri due figli della moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, Madina e Madiyar. Alma e Alua, felicissime di essere di nuovo in Italia, “resteranno per un po’ in italia, poi potrebbero spostarsi”, ha precisato uno dei loro avvocati italiani, Anna D’Alessandro.

1alma2Il legale ha sottolineato come “la permanenza nel nostro paese è il riconoscimento del grande merito del ministro Bonino per il ripristino della legalità”. L’avvocato ha anche ricordato che “parte della famiglia di Alma è in Svizzera”, e che “l’esito favorevole della vicenda non fosse affatto scontato”.

L’avvocato Riccardo Olivo, che difende la Shalabayeva nell’inchiesta che la vede indagata per possesso di documenti falsi, ha da parte sua confermato che oggi la donna non sarà interrogata dal magistrato Eugenio Albamonte, che si occupa del caso. Il magistrato lo scorso 26 settembre aveva iscritto nel registro degli indagati anche l’ambasciatore del Kazakhstan Adrian Yelemessov, il consigliere per gli affari politici Nurlan Khassen e l’addetto agli affari consolari 1shalabayevanuovissimo2Yerzhan Yessirkpov, sospettati di essere responsabili di sequestro di persona.

Alma e Alua Shalabayeva hanno così potuto lasciare il Kazakistan grazie all’impegno della Farnesina e in particolare del ministro degli Esteri Emma Bonino. E proprio la sera della vigilia di Natale, la signora Alma aveva telefonato alla Bonino dicendo: “Grazie all’Italia”. poco fa, ina conferenza stampa a Roma, Alma shalabayeva ha confessato: “ho temuto per la vita di mia figlia; non so se resterò in Italia”. E poi: “Hanno rapito me e mia figlia a causa di mio marito. Ci hanno lasciato andare sempre a causa di mio marito: i kazaki sperano così che apparire civili li aiuterà ad ottenere l’estradizione dalla Francia di Mukthar”. Si conclude così, almeno per il momento, una spinosa e ancora oscura e inquietante vicenda che aveva messo in discussione addirittura l’incarico del ministro dell’Interno Angelino Alfano, nonché la reputazione internazionale del nostro Paese.

Beatrice Zamponi