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Potere politico e informazione, Rai: arrivano i nostri? – di Giuseppe Careri

Potere politico e informazione, Rai: arrivano i nostri? – di Giuseppe Careri

Con l’accordo della maggioranza di Governo sono stati nominati i sottosegretari e   Vice Ministri del Conte Bis. In totale 42 nomine: 21 sono assegnati ai 5 Stelle, 18 al Partito Democratico, 2 a Leu e 1 a Maie.

Le 42 nomine, tra le quali 10 Vice Ministri, hanno completato la squadra di Governo tra il Partito Democratico e i 5 Stelle. L’accordo, faticosamente raggiunto, chiude la stagione del precedente Governo Giallo-Verde imperniato sui due vice premier Salvini e Di Maio.

Adesso si farà il primo passo verso le riforme annunciate in Parlamento da Conte Bis sulla base del programma firmato dai due contraenti, per molti anni acerrimi nemici.

Nel nome della discontinuità, richiesta a gran voce dal Segretario del PD Zingaretti, ci saranno vari ostacoli da superare. Il primo dei quali è il decreto di Sicurezza Bis destinato a delle modifiche “suggerite” dal Presidente della Repubblica Mattarella e, soprattutto, per volere del Partito Democratico.

Rimane la difficoltà di gestire l’arrivo dei migranti che richiederà probabilmente uno sforzo collettivo dell’Europa per giungere ad una soluzione possibilmente soddisfacente per tutti i paesi e, soprattutto, per i migranti che scappano dalla guerra, dagli stupri e dalle torture.

Altri punti del programma richiederanno molta pazienza e compromesso per raggiungere un accordo per superarli senza scosse traumatiche per il Governo appena formato.

Nell’elenco della “spesa”, annunciata in Parlamento dal Presidente del Consiglio, ci sono i 26 punti sottoscritti dai partiti di maggioranza. In primo luogo il congelamento dei 23 punti di Iva, la riforma della giustizia civile, penale e tributaria; il salario minimo, l’autonomia differenziata. L’ultimo punto del programma è riservato a Roma per renderla di nuovo attraente, si legge, e vivibile ai propri cittadini.

Naturalmente nei 26 punti concordati da entrambi i partiti non c’è alcun cenno allo spoil system, al ricambio della classe dirigente delle aziende pubbliche e dell’informazione radiotelevisiva.

La comunicazione dei giorni nostri, come si sa, è fondamentale per qualunque prodotto da vendere, in particolare quello dell’informazione. Come è già avvenuto negli anni passati, in particolare nel governo giallo-verde, la propaganda dei partiti è stata particolarmente asfissiante in particolare nei talk show e nei principali telegiornali.

Non a caso proprio in questi giorni ci sono grida d’allarme per gli ascolti in calo della rete 1, la cosiddetta nave ammiraglia. Uno Mattino invernale, ad esempio, ha perso l’1,7 di ascolto rispetto all’anno scorso. La vita in diretta condotta dalla sovranista Lorella Cuccarini battuta dalla D’Urso su Canale 5. Peggio ancora la prova del cuoco a meno 3,5 punti.

Per queste ragioni, ma non solo per questo, il Consiglio di Amministrazione della Rai cerca riparo attraverso la sostituzione di alcuni manager della TV pubblica, a partire, secondo voci, da quella del Direttore di Rete Uno e del Presidente Foa responsabili dell’assunzione di conduttori esterni di chiara fede leghista, come Roberto Poletti di Uno Mattino biografo del Capitano Matteo Salvini.

Da tempo ormai, alcuni Consiglieri di Amministrazione protestano con coraggio per il ricorso sempre più frequente al personale esterno, dagli autori, ai registi, ai conduttori, persino agli appalti di intere trasmissioni realizzate da privati.

La tesi di alcuni consiglieri è molto semplice: in Rai vi lavorano tecnici, maestranze, autori, giornalisti di assoluta qualità. Il più delle volte sono solo ragioni di appartenenza al potere politico a voler occupare poltrone utili per sostenere i loro programmi politici e le loro iniziative di partito.

Con il nuovo Governo qualcosa sta già cambiando; la striscia economica del mattino assegnata inizialmente a una giornalista esterna di fede leghista è stata annullata. Bene, il primo passo è fatto.

Ma ora è il momento di affermare con forza, anche con il Governo progressista PD-5 Stelle-Leu, che la Televisione Pubblica della Rai è di tutti i cittadini; di dire finalmente basta alle occupazioni delle poltrone televisive, al ricorso sistematico degli esterni, agli amici degli amici;

In fondo, a ben considerare, il Governo in carica ha le sue poltrone, non necessitano di certo di occuparne altre. Per favore!

Giuseppe Careri